
Non vorrei citare Shakespeare, ma lo farò "Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia". Amleto, caro Amleto. Se non fossi un aforisma-dipendente non ti prenderei nemmeno in considerazione, caro Amleto. Differenze di stile cognitivo, credo. Dal V° secolo avanti Cristo la filosofia ricerca la Verità, anzi una soluzione al problema della Verità. E' passato un bel po' di tempo direi, ma pochi lo sanno. Una volta ho conosciuto uno che credeva ostinatamente che le olive nere e le olive verdi venissero da due varietà diverse di ulivo, spiegandogli quale fosse la verità - con la minuscola -, sentenziò con fermezza "Ti sbagli". Faccio ancora discorsi del genere, ma con poco entusiasmo - non sulle olive certamente - di solito con la signora che gestisce il bar sotto casa, "lo ha detto il telegiornale": discorsi da bar insomma. Quest'estate ho incontrato un arzillo vecchietto, capostazione in pensione, che sosteneva "A che ci serve un Presidente della Repubblica?! Ci costa un sacco di soldi! Facciamo una legge ed eliminiamolo, tanto è inutile!". Già che ci siamo, a che servono i matematici, i fisici, i filosofi, i filologi, sono inutili, ci bastano avvocati, ingegneri e medici per andare avanti, eliminiamoli!. C'è proprio un gran bisogno di credere in qualcosa, caro Aristotele: forse la terra è cava, meglio, forse è piatta, forse nascosto in qualche luogo rimasto sconosciuto e inaccessibile il Re del Mondo ride, beffardo, di noi.
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