venerdì 31 ottobre 2008

Every breath you take

Mirai



Mirai è una parola giapponese che significa "futuro". Suona bene. Suona meglio di futuro. Sarà che, appunto pensando al futuro, mi viene da pensare al passato: penso a Piero Sraffa e a
John Maynard Keynes, penso ad un periodo in cui, chi poteva e doveva, pensava seriamente e agiva altrettanto seriamente. Oggi, la regola non è il rigore, nella sua accezione scientifica, ma la creatività in settori un cui è inutile e soprattutto nefasta. C'è chi vuole trasformare un mulo in un'unicorno incollandogli sulla fronte un corno di bue. No, non va bene. D'accordo, la mia generazione è alla deriva, non sarà la prima, non sarà l'ultima, ma non va bene che la prossima galleggi nelle nostre stesse sabbie mobili. No, non va bene. Propongo un'alzata di dito (medio) collettiva e poi, come diceva Viola, "Palla lunga e pedalare". Mirai.

mercoledì 29 ottobre 2008

Up patriots to arms

Marcuse













"Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno di progresso tecnico"

L'Uomo a una dimensione, 1964

mercoledì 22 ottobre 2008

Firestarter



Pensavo ad un piccoletto, calvo e con i tacchi rialzati.

Quello che ci manca




"Ma è certo che la perfezione tecnica del metodo non sarà sufficiente a soddisfare le attese ansiose che circonderanno il nostro lavoro.
E neanche le placheranno l’abbondanza di erudizione, lo splendore della dottrina, il dominio del ragionamento, l’abilità polemica, la ricercatezza del linguaggio di cui la nostra tornata parlamentare sarà ricca e generosa.
La imminente discussione, onorevoli colleghi, deve assolvere oltre che quello costituzionale un altro compito, che non dirò gli sovrasta, ma certo gli sta a paro. Essa deve dare conforto a tutti coloro e sono incommensurabilmente i più, fra il popolo italiano che nell’istituto parlamentare vedono la garanzia maggiore di ogni reggimento democratico; a tutti coloro che, soffrendo in sé nel proprio spirito di ogni offesa ed ingiuria che venga portata contro il principio rappresentativo e gli istituti nei quali esso storicamente oggi s’incarna, voglion però a buon diritto, e si attendono, che questi non vengano meno al proprio dovere: che non è solo quello di elaborare testi legislativi e costituzionali, ma anche di essere in tutti i propri membri esempio al Paese di intransigenza morale, di modestia di costumi, di onestà intellettuale, di civica severità, ed ancora, me lo si permetta, di reciproco rispetto, di responsabile ponderatezza negli atti e nelle espressioni, di autocontrollo spirituale ed anche fisico, di sdegnosa rinuncia ad ogni ricerca di facili popolarità pagate a prezzo del decoro e della dignità dell’Assemblea.
È certo difficile, dopo tanta immensità di umiliazione nazionale, ritrovare d’un tratto quell’incontrollabile equilibrio interiore senza il quale non può darsi alcuna consapevole e conseguente attività politica, e cioè attività in servizio del bene pubblico. Ma ciò che per tanti, più prostrati dalla miseria e meno ferrati nel sapere, può ancora essere una meta da raggiungere, per noi che abbiamo osato accogliere l’offerta di farci guida del popolo per noi ciò deve essere, o
dovrebbe essere, certamente una meta già conquistata. Io amo, dunque, pensare, onorevoli colleghi, che l’alta impresa cui oggi muoveremo i primi passi, impegnandovi ogni nostra forza d’ingegno, ogni nostro moto di passione, ogni nostro fervore di fede, riuscirà a dare prova ai nostri ed ai cittadini di tutti i Paesi del mondo che l’Assemblea Costituente italiana è pari alla sua missione, e degnamente rappresenta il popolo che l’ha eletta, un popolo probo, eroico, incorrotto”.

Umberto Terracini,
Presidente dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana,
4 marzo 1947,
chiusura del discorso sul progetto della Costituzione Repubblicana



Gli uomini non parlano più così.

martedì 21 ottobre 2008

Il venditore di tappeti


Quando ero bambino era normale vedere per le strade del paese dei magrebini armati di carrelli a due ruote zeppi di tappeti, lampadari e strane radio a pile di marche sconosciute. Ricordo che li chiamavamo "lillò", per quel modo inconsueto di annunciare la loro presenza da pescivendoli ambulanti. Un giorno di mezza estate, era un tardo pomeriggio, uno di questi venditori passò per la mia strada e mentre noi bambini giocavamo, si mise a mercanteggiare con gli adulti. Non avevo mai visto da vicino un'uomo con la pelle più scura della mia , né tanto meno un' uomo con sottana e strane pantofole ai piedi. Non so perché, ma ad un certo punto, il mio vicino di casa venne fuori con una ciotola in terracotta smaltata colma di uva bianca da tavola, appena uscita dal frigo. Quell' uomo dallo strano accento e dall'italiano approssimativo aveva sete. Ci ritrovammo quasi per caso, adulti e bambini a mangiare uva e ad ascoltare storie di un paese lontano pieno di colori e odori, persone, asini e vivande strane e sconosciute. Ascoltavo ed ero in quel luogo, dove si mangia il cous cous con tre dita e non si beve vino. Sento troppo spesso parlare della cultura come se a tutto si potesse applicare il mercantilismo e le sue non-regole. Gli esseri umani barattano da millenni, greggi per cavalli, frumento per mais, vino per seta, idee per idee. Sento di gente che teme i bambini: di solito gente di questa risma non ha a cuore il mondo, ma solo se stessa e i piccoli privilegi di cui code, ma è brava a mistificare, a tirar su la melma da ruscello per intorbidire l'acqua. A ben vedere però, è sempre un serpente che si morde la coda. Peccato siano in pochi oggi a vederci bene, perché il mondo è ed è sempre stato a colori.

Always On My Mind

Golem


Siamo golem senz'anima fino al giorno in cui, la vita, appostata dietro l'angolo, ci fa lo sgambetto. Si può finire in cocci, è vero, oppure capire che è cosi, che è alzando il capo da terra che si deve ricominciare a contemplare il mondo e la sua bellezza. "La bellezza" diceva Gibran, "é l'eternità che si contempla in uno specchio; e noi siamo l'eternità, e noi siamo lo specchio." Siamo noi la misura, ma non sappiamo far di conto. Poi, all'improvviso, inaspettatamente, tutto torna, ricordi le tabelline e tutto è più buono.
Non c'è moneta, non c'è tesoro. Non c'è equazione, non c'è nessuna teoria. Inciampi è basta. Ed è bello.

venerdì 17 ottobre 2008

Ilarità (hard times)











G.- Nessuno ti ha ancora picchiato oggi, prof? -
A.- Perché avrebbero dovuto?-
G.- Sei sempre "contro", mi sinceravo del tuo stato di salute.-
A.- Con tutte le sigarette che fumi? Proprio tu?-
G.- Touché. Non ti scordare il TIR, però!-
A.- Ah, si quello col tuo nome sopra! Nessuno sprecherebbe una pallottola per te.-
G.- Anche per uno che beve vodka e campari.-
A.- Hard times for these times!-
G.- Citavi Dickens?-
A.- Citavo il portafoglio.-
G.- Aspettiamo la primavera?-
A.- Aspettiamo la dannata primavera.-
G.- Prenditi un cane, un gatto, un parrocchetto!-
A.- Odio canidi, felini e pennuti!-
G.- Ok, ci risentiamo. -
A.- E' già tardi, vero.-
G.- Un'ultima cosa...-
A.- Si? -
G.- E' Venerdì 17!-
A. -Doh!-

We Didn't Start The Fire!

Sunglasses


Undici anni di occhiali da sole. Non festeggio le ricorrenze. Non sono da festeggiare. Vorrei tornare, si vorrei, a rivedere i colori con gli occhi di un ventunenne. E forse, no.
Dipendo da me stesso, oggi. Era un' Ottobre caldo come questo credo, me lo hanno raccontato, io non c'ero. Dio benedica le benzodiazepine e i giocatori di frisby. Fa brutti scherzi la memoria, per questo non festeggio le ricorrenze. Infiltrazioni di vite passate e debolezze croniche. Forse, più semplicemente, troppi colpi in testa.
Un' altro Ottobre. Non so a cosa possa valere ma dormo a pancia in su, almeno ci provo.
Li vedo in giro i ventunenni, cosa potrei dire loro che altri non hanno già detto?
Ah, si, "chiedetevi perché porto gli occhiali da sole".

mercoledì 15 ottobre 2008

Povera Patria

Le cose cambiano. Le cose non cambiano. Saper sorridere, indipendentemente dal tempo in cui si vive, fa la differenza.

Le Pietre


Chiedimi quello che vuoi. Non ci sono problemi. Siamo qui, pianeta blu, stella Sol. Di passaggio come dice il maestro. Ma siamo qui. Anche le pietre sono qui, e cambiano. Durano, ma cambiano. Eppure, le pietre, non vivono.

Good Night and Good Luck

martedì 14 ottobre 2008

lunedì 13 ottobre 2008

Finchè c'è vento

Certe volte credo sia meglio stare su una mongolfiera che su uno stupido vagone ferroviario. In cielo non ci sono stazioni, tunnel, fermate obbligate. Un pensiero per la notte.

Good night e good luck.

domenica 12 ottobre 2008

5'

Ci sono persone che non vivono la vita presente, ma si preparano con grande zelo come se dovessero vivere una qualche altra vita e non quella che vivono: e intanto il tempo si consuma e fugge via.

un sofista

sabato 11 ottobre 2008

The Madman Returns

Insonnia


Non è una malattia. E' uno stato emotivo, trascendente. Fase di passaggio, dalla luce alla tenebre, o viceversa se più vi piace. Anche il fatto di essere disoccupato ha forti implicazioni, ma sarei insonne ugualmente. Tra le 4 e le 6 del mattino il mio cervello funziona meglio, lo so perché è di solito a quell'ora che ho gli incubi, quelle rare volte che dormo. Vediamo, verso Est sarà già mezzogiorno o l'una del pomeriggio di oggi, verso Ovest ieri non è ancora finito, dove dovrei andare? Forse ho della vodka in casa, ma come colazione è un po' da bohemienne. Meglio sorseggiare questo schifoso caffè. Si, è proprio una schifezza.
Il colle fuori dalla finestra, spunta come da una sorta di sala da fumo anni trenta. Credo sia nebbia. Il giornalaio che porta i quotidiani al bar sotto casa è in ritardo: di solito arriva alle cinque spaccate e riparte in un minuto, preciso e puntuale come se gli avessero infilato un orologio svizzero su per il culo. Fra 45 minuti arriverà il camion del vetro. Fra un' ora esatta il 2 inaugurerà la prima corsa del giorno verso la stazione ferroviaria. Ci sarà anche quella ragazza triste che porta in giro il suo grosso pastore tedesco. Mi saluta sempre e qualche volta scambiamo due parole. E' simpatica ma ha gli occhi tristi. Poi arriverà la signora del bar ad urlare ad i suoi di cani e non solo a loro, credo urli a tutti. I vecchietti a fare colazione, gli habitué del sabato, quelli che non sono andati ancora a dormire, e varia umanità. Odore di foglie marce misto all'umido, fuori. Niente luce ancora. Strano, che strana domanda: che colore avrà la luce, oggi ?

venerdì 10 ottobre 2008

Wish You Were Here

Riflessi(oni) allo specchio - Istant Karma




Instant karma's gonna get you
Gonna knock you right on the head
You better get yourself together
Pretty soon youre gonna be dead
What in the world you thinking of
Laughing in the face of love
What on earth you tryin to do
Its up to you, yeah you

Instant karma's gonna get you
Gonna look you right in the face
Better get yourself together darlin
Join the human race
How in the world you gonna see
Laughin at fools like me
Who in the hell dyou think you are
A super star
Well, right you are

Well we all shine on
Like the moon and the stars and the sun
Well we all shine on
Ev'ryone come on

Instant karma's gonna get you
Gonna knock you off your feet
Better recognize your brothers
Evryone you meet
Why in the world are we here
Surely not to live in pain and fear
Why on earth are you there
When youre evrywhere
Come and get your share

Well we all shine on
Like the moon and the stars and the sun
Yeah we all shine on
Come on and on and on on on
Yeah yeah, alright, uh huh, ah

Well we all shine on
Like the moon and the stars and the sun
Yeah we all shine on
On and on and on on and on

Well we all shine on
Like the moon and the stars and the sun
Well we all shine on
Like the moon and the stars and the sun
Well we all shine on
Like the moon and the stars and the sun
Yeah we all shine on
Like the moon and the stars and the sun


John Lennon

giovedì 9 ottobre 2008

Il Lampo




E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto.
Il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d'un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s'aprì e si chiuse, nella notte nera.




Myricae, 1891, Giovanni Pascoli

Light in dark skies



Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta

e ricorda quanta pace ci puo' essere nel silenzio.

martedì 7 ottobre 2008

Se


Se… riesci a non perdere la testa,

quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa;

Se… riesci ad aver fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,

ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare;

Se… riesci ad aspettare, senza stancarti di aspettare,

o, essendo calunniato, a non rispondere con calunnie

o, essendo odiato, a non abbandonarti all’odio

pur non mostrandoti ne troppo buono ne parlando troppo da saggio;

Se…riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;

Se…riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;

Se…riesci, incontrando il Successo e la Sconfitta

a trattare questi due impostori allo stesso modo;

Se… riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai dette,

distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,

o vedere le cose per le quali tu hai dato la vita, distrutte

e umilmente, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se…riesci a fare un sol fagotto delle tue vittorie,

e rischiarle in un sol colpo a testa e croce,

e perdere, e ricominciare daccapo

senza dire mai una parola su quello che hai perduto;

Se… riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi

a sorreggerti, anche dopo molto tempo che non te li senti più,

ed a resistere quando ormai in te non c’è più niente,

tranne la tua volontà che ripete …resisti;

Se…riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà,

o a passeggiare con il re senza perdere il senso comune;

Se…tanto amici che nemici non possono ferirti;

Se…tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo;

Se…riesci a colmare l’inesorabile minuto,

con un momento fatto di sessanta secondi;

Tu hai la terra e tutto ciò che è in essa e quel che più conta,

sarai un uomo, figlio mio!



Rudyard Kipling

Good Morning And Good Luck

lunedì 6 ottobre 2008

The Wanderer


C'è un che di fragile nell'esistenza che ti rende quasi impossibile trovare la vera ontologia del mondo, sempre che sia necessario trovarla. Ti scaricano su questo pianeta, così, da un giorno all'altro, cordialmente saluti, "Ciao Mondo", ma, comunicazione assente. Farsi un decalogo delle cose da fare e soprattutto quelle da non fare può tornare decisamente utile, ma sai com'è, quando cerchi il moleskino con gli appunti, l'hai sempre scordato nell'altro cappotto. Cosa fare? Odio la predetta domanda imbecille. All'Ufficio Manuali e Istruzioni per l'uso, non hanno tempo da perdere con i vagabondi. Punto e a capo. La parte ironica della vicenda comincia quando camminando per le strade, di notte, quando i viventi sono rintanati nelle loro cucce, sei sorpreso da uno strano rumore: ti fermi e sparisce. I tuoi passi, idiota. Cominci a vaneggiare, ma, almeno, la notte è paziente. Questo posto scorbutico e confuso, ma attraente e sensuale, come la pelle calda e vellutata del corpo di una donna. Appercezione, appercezione. Lo hai già sentito questo termine, ma...niente, cerchi soltanto un calzino spaiato. Ho tutti calzini neri, o vedo in monocromia? No, hai soltanto messo il cervello in formaldeide da così tanto tempo che le estemporaneità ti fanno cascare dalla sedia. 20 A Class Gigarettess, ma pacchetto vuoto.
Lo so, le sigarette mi uccideranno. E' ora che smetta di fumare.

domenica 5 ottobre 2008

Steve McQueen


Di solito mi sveglio la mattina con uno strano senso di acidità alla bocca dello stomaco. Non credo siano le schifezze che mangio, i due pacchetti di sigarette al giorno o la mia tendenza all'alcolismo notturno, almeno non solo quello. Più che altro, credo sia un' effetto di ritorno del passato. Ho sempre immaginato il passato come una palla legata ad un' elastico: più la tiri, lontano e con forza, più probabilità ci sono che ti ritorni sul muso stordendoti per un bel pezzo. L'unica chance è un pensiero energifero, più di una tazza di nero caffè bollente. Ci sono esseri umani che si divertono semplicemente a viverla la vita, senza troppe angoscie, senza un benemerito perché. Altri che sanno che il gioco non vale candela, ma vivono, nel senso estremo del termine. Altri ancora, come Faust, agognano l'apparizione di Mefistofele. Una vita che abbia un senso spesso è chiedere troppo, spesso il senso c'è ma non si vede. Far fare a i tuoi personaggi immaginari qualcosa che tu stesso non hai mai fatto e mai faresti e mai farai è già qualcosa, ma non ti soddisfa un gran che a lungo andare. Non riuscire a comprendere la bellezza del mare, non ricordarsi cosa sia il gusto del pane, guardare negli occhi qualcuno e vederci unicamente la tua immagine riflessa, non è vita. Meglio il vecchio Steve. Brutta fine ma bella vita. Mefistofele dove sei.



sabato 4 ottobre 2008

Nik Kershaw - The Riddle

The servant - Cells - Unofficial Homemade Video

Ha sentito che....


Gara a 200 all'ora sull'autostrada Si cerca la Ferrari col numero 46
In corso controlli con la collaborazione dei francesi. Ieri fermate e sequestrate in Liguria una Lamborghini e un Porsche. Alla guida due ricconi inglesi. E' caccia al loro amico

Giornalisti, il sindacato ha cent'anni Stasera a Roma concerto con Accardo
La Fnsi compie un secolo. All'Auditorium (biglietti ancora in vendita) si esibisce il grande violinista in coppia con la pianista Laura Manzini

Un film hard con una sosia di Sarah Palin
Il re del porno Larry Flint ha messo in lavorazione una pellicola con un'attrice molto simile alla candidata repubblicana. Trovata la ragazza adatta. Titolo top secret

Gb, incitato al suicidio dalla folla
"Urlavano: salta!"La morte del giovane, sabato scorso a Derby, ripresa dai telefonini e pubblicata sul web. La polizia: "Idioti irresponsabili"

La Maturità contestata
Bossi jr bocciato, il ministero indaga Bossi jr bocciato, adesso indaga
il ministero. Dopo il ricorso al Tar la Pubblica istruzione riconvoca gli esaminatori.

Simula rapina e chiama i carabinieri
«Ho ucciso ladro per legittima difesa»
Delitto in Ogliastra, la vittima è l'operaio Raffaele Monni. Arrestato Giampietro Palmas, disoccupato 39enne.

AUSTRIA Uccide i suoceri con il lanciafiamme
L'autore del delitto ha costruito l'attrezzo in modo artigianale utilizzando un contenitore di propano

Sir Paul le canta all'ex moglie: «Ora hai i soldi, non le buone maniere»
Sottile vendetta in musica di McCartney: in un nuovo brano riferimenti non espliciti al divorzio milionario dalla Mills.

Bruciato vivo in casa dell'amico
Delitto a sfondo passionale a Genova
La vittima, un 44enne, sarebbe stata narcotizzata dal presunto partner che poi ha confessato.


- Notizie assolutamente vere tratte da La Repubblica e Il Corriere on-line di oggi 4 ottobre 2008 -

venerdì 3 ottobre 2008

M'ha fatto ride!

Under Pressure - (re)loaded

Under Pressure


"Come va oggi?", "Al solito, una merda". Una volta la gente ti rispondeva "Bene" di default. No, siamo tutti sotto pressione. La cosa che mi stupisce è che anche la Cassa pensione federale svizzera sia sotto pressione. Mah. Le banche sono sotto pressione, la borsa è sotto pressione, i politici sono sotto pressione (vabbè, un garbato tentativo di sembrare umani). Cani, gatti e bambini sono sotto pressione. Non c'è altra spiegazione: è una moda. Non dubito della genuina condizione di alcuni, ma che Madonna sia sotto pressione...Forse "la" Madonna lo è. Anche l'amico pessimista cronico (tutti abbiamo un amico pessimista: di solito è quello con le corna) è sotto pressione: dopo il caffè del mattino il primo pensiero è "io, chi sono?". Anche il bambino sulla confezione delle barrette Kinder sembra sotto pressione. E' chiaro, lampante, il sottopressionismo è un furbo camouflage esistenziale: chi farebbe del male ad un povero micio miagolante sotto un' acquazzone ?. Chi oserebbe schiacciare il povero scarabeo stercorario? Chi non trasporterebbe a titolo gratuito il fustino di detersivo da 15 chili alla vecchina zitella che vuole sbiancare tutto il corredo? (Dio, la fulmini! N.d.R.). Attuare nuove e assurde strategie di sopravvivenza è una specialità umana, anche se condizionata da regole, soprattutto una: quella dell'indiano, cioè, "C'è sempre qualcuno che fa la fine dell'indiano".

mercoledì 1 ottobre 2008

Hey You

Altro giro, altra corsa


Venghino signori. Finita la pausa settembrina, si ricomincia. Le borse vanno giù, le banche hanno visto l'iceberg, la gente perde la sedia da sotto al culo. Un conoscente - chiamiamolo il "complottoso complottista complottante" - mi ha rivelato che il grande vecchio è di nuovo all'opera. Intanto sulla ruota panoramica si cerca il colpevole, The Culprit, alla fine sarà individuato in un monaco birmano.
Ottobre caldo, Ottobre nero, Ottobre rosso. Sempre sulla ruota panoramica stanno appuntendo i paletti e si fregano le mani. Aumenta la disoccupazione, ma aumenta anche l'occupazione, ci rassicurano: certo essere in rosso sul conto di 990 euro non è come esserlo di 1000, eccheccacchio.
E' geniale. C'è poco posto nel ventre caldo della vacca, bisogna fare come per i piccioni di San Marco, animali tutt'altro che stupidi, che senza grano in piazza non ci restano. Allora si, via, a colpi di machete, via chi non produce, via chi cazzeggia...via chi pensa. Possiamo recuperare tutto altrove, al doppio del prezzo, ovviamente. E sulla ruota panoramica si fregano le mani. Da lassù la crescita di un decimale sopra lo zero non si vede: sono così impegnati a riprodursi tra di loro che prima o poi diverranno l'attrazione principale dello show. Ma la giostra gira: facile salirci, il difficile è scendere senza rompersi l'osso del collo o, più poeticamente, farsi impalare.