giovedì 27 novembre 2008

La guerra del fuoco


Individuo e società, competizione e cooperazione, assicurarsi la sopravvivenza e assicurare la sopravvivenza. Dicotomie dell'evoluzione sociale. Il dominio e la padronanza del fuoco. Bravo l'homo habilis. Nel XX° secolo progressi mirabili della conoscenza, e nel XXI°? Un' inquietante tendenza all' omologazione, da noi, ad Occidente. Nella speranza che il mare in tempesta si quieti, e che l'Inquilino del Ultimo Piano si ricordi di noi. Un sorriso e un "buongiorno" ti risollevano la giornata. Gli occhi gentili della tua compagna ti danno la forza. Il calore di una presenza ti riconcilia con la tua specie.
Ma, se vivi in un paese governato da fasulli buffoni, incompetenti e bislacchi, convinti di essere intoccabili e anche, più assurdamente, immortali, a cosa pensi mentre bevi il tuo caffè ogni mattina? Ah, la sanità mentale. Cancellare in meno di un decennio ciò che c'è stato di buono in secolo di per se bastardo, no da più, dall' Homo Ergaster in poi credo, che ludibrio! Meglio appuntarselo sul Moleschino: lezione n.° 1, tanto culo e favella t'aiutano ad non arravanarti le cervella.
Già, sbroccare per riuscire a capire cosa ci fa un' ippopotamo rosa sotto una scrivania a Cambridge non serve poi a gran che. Beh, ultĭo divina. Abbiamo domato il fuoco. Ce lo meritiamo.
Meritiamoci il perdono. Castigando, ovviamente.

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