sabato 20 dicembre 2008

Ora che puoi, ora che devi

Mi è capitato spesso nell'arco della mia vita di rinunciare, non a questa o quella cosa specifica ma, semplicemente di rinunciare, eppure non avrei remore, no regrets, ma quel mio atteggiamento renitente che perdura mi fa onta. Ora che potrei, ora che dovrei. Cosa devo fare, dov'è finita la risposta, quello che ho, con fatica, appreso . La "Logica" è inutile, giusto può servire all'archivista. La materia umana. Ho ceduto a Settembre il meglio di me. Settembre dorme. Svegliarlo e sottrargli la sapienza. In realtà le idee non cambiano proprietà. Che stupido. Né il tempo, né le angosce sono prone al volere, anzi né l'uno né le altre nemmeno sono reali rispetto alle generazioni: valgono solo per il momento, e il momento passa.
Beati coloro che sentenziano, che sanno tutto: avranno il senso di quello che dicono, oppure avranno meno farfalle nella testa. Io taccio e mi perplime l'idea che mentre creo scenari possibili, soluzioni probabili, "fantasiosi eventi" nella mia mente, altri corrodono le altrui speranze.
La contingenza generale ormai puoi andare farsi fottere: è la contingenza specifica che non mi fa dormire la notte.
Esistono dei vermi, a 11 chilometri, giù giù in fondo al mare, che vivono millenni a quanto pare.
La prossima volta rinasco verme.
Sempre meglio che sentirsi verme.


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