martedì 30 settembre 2008

Questo strano esistenzialismo


Bevo troppi caffè. Non dormo la notte. Finirò come Josef K. ? No, sono già troppo vecchio. Ma non è un problema, sono nato vecchio, anzi decrepito. Non mi preoccupo, vorrei soltanto sapere con chi sto giocando la partita. Quando ti serve un narratore omniscente non lo trovi mai. Una maledetta voce fuori campo. Come faceva quella canzone di Battiato "le insidie di energie lunari, specialmente al buio, mi fanno vivere nell'apparente inutilità, nella totale confusione", tutto esatto tranne che per le energie lunari: quelle semmai più tardi, quando mi darò ad un salutare mannarismo. Cerca che trovi. E' sempre la stessa storia, come in un film di Monty Python: la risposta è sbagliata. Non mi resta che darmi alla simpaticoterapia: la stimolazione del sistema neurovegetativo dalle narici del naso. Già la simpaticoterapia. Leggo "Molto prima di Cleopatra si raccomandava nell’antico Egitto "di onorare la propria narice se si desiderava conservare la propria salute". Già.

Cibran e gli dei della terra


Kalil Gibran, non vi starò a raccontare chi è stato, non lo faccio mai e comunque non serve. Gli dei della terra, dialogo fra i Titani signori della vita, tre divinità, nell'ultima notte della dodicesima era, ultima notte della loro era. Non vorrei deludere nessuno, ma non sono sempre stato questo simpatico perculista, talvolta mi capita di ricordare com'ero, e penso, si riesco a pensare a qualcun altro, che magari non è un armadillo come il sottoscritto. E' mezzanotte e mezza: 15 anni fa mi accontentavo della radio in sottofondo e di un romanzo di Terry Brooks o di Fondazione Anno Zero di Asimov. Non ero deluso, non ero ammaccato, non ero solo, non adoravo il silenzio. Ma questa sera mi è ricapitato fra le mani Gibran, e non il Profeta o il Folle no, Gli dei della terra: me lo sarò portato appresso per anni, su e giù per l' Italia: puzza di muffa, nicotina e polvere e non lo leggevo da tempo. Ma ho lasciato un segnalibro: forse il me di 10 anni fa era più avveduto del me di oggi. Il segnalibro è lì sulle ultime parole del Terzo dio che chiudono il poema:

Now I will rise and strip me of time and space,

And I will dance in that field untrodden,

And the dancer’s feet will move with my feet;

And I will sing in that higher air,

And a human voice will throb within my voice.


We shall pass into the twilight;

Perchance to wake to the dawn of another world.

But love shall stay,

And his finger-marks shall not be erased.


The blessed forge burns,

The sparks rise, and each spark is a sun.

Better it is for us, and wiser,

To seek a shadowed nook and sleep in our earth divinity,

And let love, human and frail, command the coming day.

lunedì 29 settembre 2008

Bill Kaulitz e lo smalto nero



Faccio la mi solita capatina al bar per l'aperitivo, giusto per rompere la monotonia e sentire gli ultimi pettegolezzi e mi ritrovo il benzinaio e altri amici in piena discussione da secondo camparino corretto. Saluto e il benza mi fa "A dottò, che ne pensi te di quello, il cantante degli hotel di Tokyo?", al che inarco il sopracciglio sinistro punto le pupille in alto a destra e frugo nel mio cercello desideroso solo di uno spumantino secco: " I Tokyo Hotel, intendi?", e lui "Si si, quello sembra 'na fia, mia figlia (12 anni) ci esce matta"- azz, penso, qui mi tengono fino al quinto camparino: è meglio passare alla modalità stregone della battuta e filare - "Uhm, che penso...è più carino di Malgioglio!", risata collettiva e fuga. Ritornato alla mia postazione fissa da battaglia, ci voglio capire di più perché mi torna strano che a delle preadolescenti piaccia il genere ambiguo glamour.Torno indietro nel passato e cerco di ricordare cosa piaceva a mia sorella quasi vent'anni fa: niente, l'unico pensiero che mi viene è "meno male non c'era YouTube".
Bill Kaulitz, fratello gemello di Tom, vabbè cerchiamolo su Google e soprattutto su NonCiclopedia: uh...uh...uh...capito tutto: a parte le ragazzine lo odiano tutti. Porello. Certo però che assomiglia a Terry Farrell di Star Trek DS9...uhm, no, la cara Jadzia Dax portava una terza abbondante e aveva gli occhi blu. Adesso sarei curioso di sapere cosa pensasse la gente di Boy George e del cantante dei Dead or Alive, ma non mi pare di conoscere nessuno che oggi ne parli male. Certo è che sto Bill sembra proprio uscito da una manga delle Clamp e ha pure una pagina su StarDoll " Vesti Bill Kaulitz". Però, secondo me, quello smalto nero sulle unghie porta un po' iella, Boy George ha finito col fare il rigattiere e a vendere magliette per 10 sterline. Senza cattiveria.

Cordialmente, mi presento



Sarà per quella mezza formazione scientifica da sociologo che mi ritrovo, sarà per le dimensioni del mio naso, sarà perché non ho un'emerita cippa da fare, ma ultimamente mi diverto a leggere cosa scrive la gente nei form di presentazione di community e fora vari. Tralasciando il discorso sui nick e coloro che non si presentano affatto - dei pragmatici funzionalisti evidentemente - , si trovano in giro personaggi assolutamente divertenti, al limite dell'assurdo - vi sarà capitato di trovare l'affabile burlone - altri sono geniali, tra il surreale e il grottesco. Ma, e si c'è un "ma", sennò che scrivo a fare, la maggior parte ti lasciano in bocca quel sapore, come dire, di carruba carcoina, di aspartame preso direttamente dalla bustina, di pane in cassetta lasciato all'aria aperta per giorni. Certo non mi sono messo a compilare un foglio di calcolo di SPSS per dirlo, ma sono quasi certamente la maggioranza, e non è tanto il "cosa ti piace" o "il cosa ami", o gli interessi vari, a farmi sorgere la pregunta, quanto "il non mi piace". L'analisi è tutto tranne che scientifica, ma posso affermare con un minimo margine di errore che al primo posto se la giocano "la guerra" e "il razzismo", scorrendo poi per la classifica, si trovano "l'ipocrisia" , la "falsità", la "maleducazione", "l'arroganza" via via fino ad arrivare alle "persone sporche". Ora, per quel che riguarda guerra e razzismo, Hitler sono abbastanza sicuro che sia morto e i membri KKK di solito si fanno le grigliate per fatti loro, per le altre cose non è che uno dopo che visualizza un siffatto profilo recita l'atto di dolore e non credo nemmeno si mai capitato a nessuno di ricevere un messaggio "Ciao, sono un falso, facciamo due e chiacchiere e parliamo dei massimi sistemi". E le persone sporche, almeno specificate: alito pesante, denti marci, capello unto, puzza di piedi, ascella pezzata, cosa?! Un po' di fantasia, su via.

domenica 28 settembre 2008

Jun e le coincidenze

Proprio oggi pensavo ad un tizio che conoscevo, scomparso da un paio d'anni, e quando dico "scomparso" intendo proprio scomparso, volatilizzato, puff. Ripensavo al fatto, che Mr Fudo - nick derivato dalla serie animata "L'uomo tigre" quella con Naoto Date - aveva sostanzialmente tre pensieri fissi, tre chiodi piantati nei lobi temporali sia da sobrio che da brillo: il Giappone, le donne (non necessariamente giapponesi) e le console da gioco - conosceva a memoria tutte le combo di Tekken 3. Una sera discutendo di donne, come si fa di solito tra maschi allupati e non, dopo quei 4 o 5 grappini giusto per digerire, come per il primo posto per un gran premio della montagna, il Fudo iniziò un dibattito ad iperuranici livelli filosofici col Palla - chiamato così perché un testicolo non era sceso in sede nei tempi dovuti -, da cui scaturii una verità assiomatica sulla quale anche Hilbert sarebbe stato d'accordo, a detta del Fudo: Jun kusanagi era la donna più della del mondo. Al che il Nappa - soprannome affibbiatogli per ovvii motivi - inossequioso :" E chi minchia è?". Fu il momento topico della serata: il Fudo tirò fuori da un taschino quasi segreto del portafoglio blu scuro in tela con sopra il logo Playstation una foto plastificata tipo santino. Era Jun, 1.66 cm, nata il 5.6.1978, gruppo sanguigno A, misure 95-57-87. I commenti furono vari e divergenti, dal "Ho visto di meglio" al "Mia sorella ha le bocce più grosse", fatto sta che il Fudo scomparve torvo nella notte. Era il 2006. Inizio fine non me lo ricordo: troppi grappini. Cosa curiosa che ho poi scoperto è che proprio in quell'anno la nostra Jun scompare anch' ella. Chissà, forse il Fudo ha finalmente raggiunto il Giappone, forse un po' alla Borat ha incontrato la sua musa, forse ora hanno una coppia di gemelli, forse ora gestiscono insieme un Sushi Bar. Chissà. No dai, s'è fatto monaco.


sabato 27 settembre 2008

Necessità, misantropia e noia.

A quest'ora, di solito, comincio a sorseggiare un bicchiere di vino, rigorosamente rosso, rigorosamente di pessima qualità. Comincio a fare un masochistico tour della mia via e quasi per un senso di colpa mi appare sfocato il ricordo di mia nonna che era solita dirmi " Ricordati che c'è sempre chi sta peggio di te". Mia nonna era veramente una nonna e considerando che dei quattro è l'unica che ho conosciuto, almeno in questo, ho avuto un po' di culo. Non credo sia il vino di pessima qualità il problema, il problema è sicuramente la chimica del mio cervello, che, in quanto a ricordi, è veramente un colabrodo. Odio i maledetti flashback. Odio essere riportato nel passato senza previa mia autorizzazione. In quei momenti avrei bisogno di quel paio di amici che mi sono rimasti. Siamo lontani centinaia di chilometri e ci sentiamo di rado. In questo ho avuto sfiga. In compenso rientrano effettivamente nella categoria amici: sono stronzo, mezzo alcolizzato, acido come il vomito nella faringe, eppure mi vogliono bene, non so perché, sarà il mio sarcasmo da quattro soldi o il fatto che ho sempre offerto da bere. Mi sto sulle palle da solo e mi sta sulle palle la gente, decisamente. Com' era quella battuta "tanto si finisce sempre col parlare del tempo". No, non lo sopporto, Antonioni mi è sempre stato indigesto come fegatini e derivati, lui e la sua incomunicabilità. Decisamente è noia. Preferisco continuare ad essere la controfigura di Walter Matthau in la strana coppia. Ecco che ritorna il flashback: gara di birra e salsicce alla Terence e Bud, whisky tour e seguente puttan tour e in chiosa collasso a pelle di leone. Maledetti flashback.

E son 31, baby Lu


E si, oggi è proprio il compleanno della mia sola e unica sorella minore. 31° genetliaco. Ci sono un po' di cose che ammiro in mia sorella: essere più giovane di me e parlare fluentemente tedesco con uno spiccato accento bavarese innanzitutto. Sin dalla nascita è sempre stata un' attenta pianificatrice della propria esistenza: è nata con una settimana di ritardo per non essere sotto il segno della vergine ad esempio. Ora ha un compagno ossequiente, una casa su una collinetta con un enorme giardino, un cane e persino una gatta affettuosa. Piccola dannata poliglotta. E' sempre stata gentile con me: ricordo che quando ero al terzo anno di liceo e la beccavo con un ragazzo mi diceva sempre "se apri bocca con papà spiffero che fumi durante la ricreazione". Ha sempre avuto molta fiducia in me: " Spostati, guido io, mi fai venire l'ansia!". E poi è costantemente preoccupata per me: "Ancora con sta storia del single per scelta!? Ma te la vuoi trovare una donna che papà e mamma vogliono dei nipotini e rompono le palle alla sottoscritta!". Non so poi come faccia a restare sempre in forma, non patricando sport da anni: il fratello di una mia ex vedendo una sua foto mi guardò perplesso "Ma hanno adottato te o lei?". Che dire, la migliore delle sorelle possibili considerando lo standard entropico della mia intera esistenza. Almeno non hai mai venduto la mia collezione di gialli. Spero.

Every day is Guy Fawkey's Day!

A quanto pare da ieri per le strade di Padova si aggira un nuovo super eroe che disguisa le sue reali fattezze celandosi sotto il mascherone baffuto di Guy Fawkes. Primaria missione del nostro è oscurare con sacchetti della mondezza le telecamere di sorveglianza della città, anarchico gesto contro il controllo sociale del potere.
Non commento più di tanto la notizia perché come allievo di Bakunin non sono mai stato un granché: ho sempre preferito la tecnica del judoca "usa la forza del tuo avversario contro se stesso" che in realtà non sempre funziona ma ha un buon margine di resa. Al film dei fratelli Wachowski che modifica significativamente la trama, preferisco il plot e il comic originale di Moore e Lloyd, ben diverso e molto più anni 80, molto più "orientato". Chissà se Mr. Incontrollabile - così si chiama il V padovano - avrà visto il film o letto la grafic novel? Non cambia assolutamente nulla, è soltanto curiosità.

Farewell, Cool Hand Luke

venerdì 26 settembre 2008

Serendipity

Ripensavo a quella volta che in cerca di appunti di statistica trovai una fidanzata. Serendipità penso. Un po' come i Post-it, il velcro, la penicillina, il teflon, l'LSD. Tu cerchi una cosa e ne trovi un'altra. Una casuale scoperta fortunata. E' anche e sempre vero, comunque, che le idee non cascano dal cielo: se non cerchi non trovi. Cercavo di capire la differenza tra media, mediana e moda e trovai una biondina tutto pepe. Tu cerchi di arricchire i carburanti per gli aerei e ti ritrovi il Napalm. Serendipità. Il caso è equo, non ha problemi di etica.

giovedì 25 settembre 2008

Terra Cava, Terra Piatta, Terra Incognita, ovvero "Hic sunt dracones"


Non vorrei citare Shakespeare, ma lo farò "Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia". Amleto, caro Amleto. Se non fossi un aforisma-dipendente non ti prenderei nemmeno in considerazione, caro Amleto. Differenze di stile cognitivo, credo. Dal V° secolo avanti Cristo la filosofia ricerca la Verità, anzi una soluzione al problema della Verità. E' passato un bel po' di tempo direi, ma pochi lo sanno. Una volta ho conosciuto uno che credeva ostinatamente che le olive nere e le olive verdi venissero da due varietà diverse di ulivo, spiegandogli quale fosse la verità - con la minuscola -, sentenziò con fermezza "Ti sbagli". Faccio ancora discorsi del genere, ma con poco entusiasmo - non sulle olive certamente - di solito con la signora che gestisce il bar sotto casa, "lo ha detto il telegiornale": discorsi da bar insomma. Quest'estate ho incontrato un arzillo vecchietto, capostazione in pensione, che sosteneva "A che ci serve un Presidente della Repubblica?! Ci costa un sacco di soldi! Facciamo una legge ed eliminiamolo, tanto è inutile!". Già che ci siamo, a che servono i matematici, i fisici, i filosofi, i filologi, sono inutili, ci bastano avvocati, ingegneri e medici per andare avanti, eliminiamoli!. C'è proprio un gran bisogno di credere in qualcosa, caro Aristotele: forse la terra è cava, meglio, forse è piatta, forse nascosto in qualche luogo rimasto sconosciuto e inaccessibile il Re del Mondo ride, beffardo, di noi.

Inizii secolo, ironia del tempo e l'eterno ritorno


Credo sia stato Bertrand Russell a dire " Non vorrei mai morire per le mie idee, perché potrebbero essere sbagliate".
Oswald Spengler pubblica all'inizio del secolo scorso, tra il 1918 e il 1922 in due volumi, Der Untergang des Abendlandes, Il Tramonto dell 'Occidente. In sostanza egli sostiene che la storia è un lungo processo di decadimento, lento e soprattutto necessario, quindi cercare di rianimare questo vecchio gigante morente (l' Europa) con flebo di democrazia e/o socialismo, snatura l'ordine delle cose, un' ordine necessario, tradizionale. Certo al vecchio Oswald la neonata Repubblica di Weimar doveva sembrare una inutile sfida al destino, all' ineluctabile fata deum. Nuove idee, e si, le idee. Trovo quasi incredibile che proprio negli stessi anni in cui Spengler si stesse spremendo le meningi per tirar fuori l'ennesimo inutile saggio sulla dicotomia natura/storia uno sconosciuto ufficiale di artiglieria scrivevesse una delle più importanti, se non la più importante, opera filosofica del '900: il Tractatus Logico-Philosophicus. Già Wittgenstein, Ludwig Wittgenstein, una vita incredibile, una sola opera pubblicata in vita ( il Tractatus ) e una morte prematura. Era uso dire che "Se gli uomini non commettessero talvolta delle sciocchezze, non accadrebbe assolutamente nulla di intelligente", come non essere d'accordo. Un'altro inizio secolo. Il nostro. Gli uomini dei primi del Novecento - secolo bastardo, per carità, chi lo nega, tanti padri e una sola madre: la guerra - avevano maestri come Russell, Frege, Hilbert, Gödel, lo stesso Wittgenstein, e Nietzsche, a spiegare cos'era, cos'è e cosa sarà il mondo. Noi? Orfani. Ci possiamo affidare al Dalai Lama, o al conto in banca. Forse possiamo, con un rapido movimento, voltarci indietro e repentinamente guardare avanti, e basta. "Abbiamo già vissuto infinite volte nel passato" diceva Nietzsche. E continuiamo a farlo.

Ozymandias


I met a traveller from an antique land
Who said: Two vast and trunkless legs of stone
Stand in the desert. Near them on the sand,
Half sunk, a shatter'd visage lies, whose frown
And wrinkled lip and sneer of cold command
Tell that its sculptor well those passions read
Which yet survive, stamp'd on these lifeless things,
The hand that mock'd them and the heart that fed.
And on the pedestal these words appear:
"My name is Ozymandias, king of kings:
Look on my works, ye Mighty, and despair!"
Nothing beside remains: round the decay
Of that colossal wreck, boundless and bare,
The lone and level sands stretch far away.


Incontrai un viaggiatore, da una terra antica
Che disse:‘Due immense gambe di pietra senza tronco
Si ergono nel deserto. Accanto a loro, sulla sabbia,
Mezzo sommerso, un devastato volto giace, il cui cipiglio,
E raggrinzito labbro, e il ghigno del freddo comando,
dicono che il suo scultore quelle passioni lesse
Che ancora sopravvivono, scavate su queste cose senza vita,
Alla mano che le derise ed al cuore che le alimentò.
E sul piedistallo queste parole appaiono:
“Il mio nome è Ozymandias, Re dei Re:
Guardate alle mie opere, voi Potenti, e disperate!”
Nulla accanto rimane. Intorno alla rovina
Di quel colossale relitto, senza confini e nude
Le solitarie e piatte sabbie si stendono all’infinito.

Percy Bysshe Shelley, 1818 trad. di Carmelo Mangano