sabato 27 dicembre 2008

La pozzanghera

Sarà per il livello parossistico di noia, sarà per le dosi industriali di negroamaro che ingurgito, sarà la frutta secca, sarò che sono, più semplicemente, fatto così, ma ogni tanto parto col fare strane considerazioni sull'esistenza e bla bla bla. Ho infilato un dito in una pozzanghera. Una semplice, comune, banale, pozzanghera. Ero lì, in macchina, dopo aver consumato il rito dell'acquisto delle sigarette. Spengo il motore, scendo assai infastidito perchè già so che è il punto massimo della giornata, e "splash", uno stupido ristagno d'acqua. Sono rimasto quei 30 secondi a fissare la mia immagine riflessa, deformata dall' increspatura dell'acqua. Forse quei cerchi concentrici mi hanno ipnotizzato, chi lo sa, il punto è che ho sentito il forte desiderio di infilare un dito sotto quello specchio semitrasparente umido e freddo, di alterare lo stato delle cose. Da bambino lo facevo, saltavo nelle pozzanghere, ci infilavo dentro le mani: erano i miei piccoli laghi, nuovi temporanei luoghi, la scoperta del mondo.
Mi sono messo a ridere. Me e le mie stupide certezze. In mondo è grossa pozza d'acqua stagnante.
Bisogna metterci sempre le mani dentro.

sabato 20 dicembre 2008

Vedi cara

Il risveglio paranoide e la memoria

Ho preso troppi caffè. Quando mi risveglio con quel senso permanente di angoscia devo evitare il caffè. C'è stato un periodo della mia vita in cui la paranoia mi assaliva per settimane intere. Quell' ancestrale stato mentale di essere preda, di un' ostilità diffusa, dell'assoluta mancanza di vie di fuga.
Ora cerco di fregare la paranoia attribuendo un significato alle cose, perché è questo la paranoia, più che uno stato di paura e di angoscia, un disturbo del significato, il torpore della mente. Quando hai paura di evocare il dolore parlandone, non ne parli. Male, molto male. Ogni slancio vitale è una tacca in più, una vittoria di modesta entità contro un colossale nemico immortale. Omissioni, negligenza, mancanza di empatia, rischio di sembrare un' essere scialbo, vuoto, mediocre. Ripesco dalla memoria, come sequenze di un film, tutte quelle volte che mi sono infervorato per una discussione politica, per un principio, per una giusta causa, per una dichiarazione di identità. Mi resta l'impotenza verso molte cose del mondo, ma lo so, il mondo lo si rosicchia giorno per giorno, come i tarli. Una raison d'être. Se non ce l'hai la trovi. Se non la trovi, te la inventi. Se non riesci ad inventartela, la rubi a qualcun'altro. Essere "un ghigno o una dolorosa vergogna". No, credo si chiami dovere morale, verso chi mi ha generato, verso chi mi ama, verso chi mi ha dato fiducia, verso chi semplicemente esiste, e perché no, anche verso chi non tollero. Quella morsa fredda alla bocca dello stomaco è soltanto un segnale, come un cartello stradale, wrong way, gira le chiappe insomma. Il silenzio, il mutismo, non aiutano nei rapporti sociali, menomano l'esistenza tanto quanto le frasi giustapposte, gli urli di guerra, e le varie indecenze che possono uscire dalla bocca degli esseri umani.

Lo so

Amo la donna che amo perché la amo.
Come lo so? Perchè lo so.
E' questo che odio: voi cazzoni là fuori vi fate un sacco di domande cazzone e ci convincete che in fondo non sono poi così cazzone da non darvi una risposta non cazzona.
Andate a fare in culo.
Non vi devo alcuna risposta.
Quello che so, io, lo so.

Ora che puoi, ora che devi

Mi è capitato spesso nell'arco della mia vita di rinunciare, non a questa o quella cosa specifica ma, semplicemente di rinunciare, eppure non avrei remore, no regrets, ma quel mio atteggiamento renitente che perdura mi fa onta. Ora che potrei, ora che dovrei. Cosa devo fare, dov'è finita la risposta, quello che ho, con fatica, appreso . La "Logica" è inutile, giusto può servire all'archivista. La materia umana. Ho ceduto a Settembre il meglio di me. Settembre dorme. Svegliarlo e sottrargli la sapienza. In realtà le idee non cambiano proprietà. Che stupido. Né il tempo, né le angosce sono prone al volere, anzi né l'uno né le altre nemmeno sono reali rispetto alle generazioni: valgono solo per il momento, e il momento passa.
Beati coloro che sentenziano, che sanno tutto: avranno il senso di quello che dicono, oppure avranno meno farfalle nella testa. Io taccio e mi perplime l'idea che mentre creo scenari possibili, soluzioni probabili, "fantasiosi eventi" nella mia mente, altri corrodono le altrui speranze.
La contingenza generale ormai puoi andare farsi fottere: è la contingenza specifica che non mi fa dormire la notte.
Esistono dei vermi, a 11 chilometri, giù giù in fondo al mare, che vivono millenni a quanto pare.
La prossima volta rinasco verme.
Sempre meglio che sentirsi verme.


lunedì 15 dicembre 2008

Interferenze mondane

Dottor J : "Perchè è qui Mr. Vain?"
Mr. Vain: "Ovvio, perchè sono diventato una "metopa d'uomo""
Dottor J : "Metopa, parla di un bassorilievo? Ah, no, aspetti conosco quest' espressione desueta..."
Mr. Vain: "Si, un'espressione obsolescente: mi epitomava così la mi professoressa di latino."
Dottor J: " A che proprosito? "
Mr. Vain: "Ho tutti i connotati per essere un' essere umano, ma ne sono soltanto una rappresentazione, come gli idioti."
Dottor J: " Idiotes , coloro che vivono ai margini della società, non per scelta ma per natura."
Mr. Vain: "Già, la natura delle cose ...."
Dottor J: "Qual'è il punto Mr. Vain."
Mr. Vain: "E' chiaro, Dottor J. : sono qui per far cessare le sue funzioni vitali."
Dottor J: "Ah, suona alquanto inquietante."
Mr. Vain: "No, non è inquietante, almeno per me."
Dottor J: " Se posso eccepire, per me lo è."
Mr. Vain: "Ma lo è solo per lei, Dottor J, non per il resto del mondo, e presto lei non sarà, quindi..."
Dottor J: "Posso chiedere il perché? Di grazia."
Mr. Vain: " Appunto, troppi "perché", Sic Stantibus Rebus, capisce Dottor J?
Dottor J: "Il mondo è degli idioti."
Mr. Vain: " Esatto, dottore, non me ne voglia: sono soltanto una metopa d'uomo..."
Dottor J: " Beh, allora, Acta Est Fabula..."
Mr. Vain: "Acta Est... Buona Notte Dottor J."
Dottor J: "Buona Notte, Mr. Vain."

mercoledì 10 dicembre 2008

Poveraccio

Non si dovrebbe mai avere pietà di un proprio simile, perché il miserrimo fra i miserrimi è sempre un uomo. La dignità è nell' Essenza. Indifferenza? L'indifferenza è il minore dei mali. L'inerzia, l'inerzia intellettuale, quella si, è una tragedia. Sentire il mondo non è appannaggio di pochi, descrivere quel sentire, semmai, lo è. A questo mondo, per come è fatto, ed è sempre stato e così sarà, c'è sempre qualcuno che latamente ti salva il culo, come quell' ignoto benefattore che ha inventato la penicillina, gli antibiotici, il preservativo, la corrente alternata. Hanno tutti dei nomi, come un nome ce l'ha il miserrimo. Solo che, non lo conoscete, quel nome. Nome, persona che vive, o che è vissuta, e pensa o pensava come voi, ama e amava come voi, sente e sentiva il freddo e il caldo come voi.
Fermatevi quei dieci secondi davanti a un qualsiasi manufatto e pensate a quale uomo o donna vi sia dietro quell'oggetto. Comunque sia, uno come voi. Uguale, se non fosse che per l'aspetto, ma uguale.

Stile, ovvero i "4 stili di apprendimento esperenziale"

- I CONVERGENTI sono abili nell'applicazione pratica delle idee, tendono ad affrontare i problemi in base ad un ragionamento ipotetico-deduttivo. Preferiscono l'azione immediata all'introspezione prolungata e tendono a mettere in pratica le idee il più rapidamente possibile. Per loro la migliore teoria del mondo non vale nulla se non ha applicazioni immediate. Riescono a pensare meglio quando possono fare esperienze di prima mano e privilegiano interessi rivolti alle materie scientifiche e tecniche. Questo stile si rivela particolarmente proficuo nel problem solving, nella presa di decisioni e nell’applicazione pratica delle idee. E’ stato definito “convergente” perché una persona caratterizzata da questo stile sembra trovarsi maggiormente a suo agio in quelle situazioni in cui vi è una singola risposta corretta o una sola soluzione ad un problema.
- I DIVERGENTI hanno delle strategie opposte a quelle che caratterizzano lo stile convergente. Essi preferiscono l’esperienza concreta e l’osservazione riflessiva, sono interessati alla gente e tendono ad essere immaginativi ed emotivi. Riescono a vedere i problemi da vari punti di vista e organizzano i contenuti in strutture significative. Ricercano continuamente significati nel mondo intorno a sé chiedendo in continuazione "Perché...?". Instaurano facilmente rapporti affettivi, sono socievoli e pronti a collaborare. Hanno vasti interessi culturali con prevalenza nel settore artistico. Questo stile è definito divergente perché gli individui riescono meglio in quelle situazioni che necessitano di brainstorming per la generazione di idee alternative.
- Gli ASSIMILATORI sono abili nell'elaborazione di modelli teorici attraverso ragionamenti induttivi. Assimilano le conoscenze in strutture coerenti ed esplicative, sono obiettivi, razionali, logici e si preoccupano più dei fatti che delle persone. Spesso sono assertivi ed emotivamente controllati, ricercano il riconoscimento dagli altri, specialmente dalle figure che hanno un'autorità, per le quali nutrono molto rispetto. Sono più teorici che pratici ed attivano una metodologia coerente e precisa, che può tradursi nella ricerca scientifica. Amano creare modelli teorici logici ed usare il ragionamento induttivo per assimilare osservazioni discrete in una spiegazione integrata. Per loro è importante che la teoria sia logica e precisa e in quelle situazioni in cui la teoria non corrisponde ai fatti, gli “assimilatori” sono portati a rivedere i fatti, piuttosto che rigettare la teoria. Questo stile di apprendimento è caratteristico delle scienze di base, piuttosto che delle scienze applicate.
- Agli ACCOMODATORI, infine, che hanno delle caratteristiche opposte agli “assimilatori”, piace l’esperienza concreta. Sono abili nell'attività di sperimentazione attiva, però non in quella rigorosamente scientifica, e sanno far sintesi tra situazioni concrete e principi teorici. Sono pensatori pratici, flessibili, intuitivi ai quali piace apprendere per prove ed errori più che per analisi. Affascinati dallo sperimentare ed inventare, riescono meglio quando possono produrre liberamente, reagendo alle sfide intellettuali più con la velocità che con il pensiero. Essi sono attivi: portano a termine piani e compiti, ma impostano la loro attività più sulle informazioni provenienti da altre persone che sull'analisi personale dei dati; prevalgono nei settori della tecnica e del commercio. Questo stile di apprendimento è definito “accomodatore” perché gli individui caratterizzati da questa modalità riescono facilmente ad adattarsi ai cambiamenti repentini di circostanze. Quando le teorie o i piani non si adattano ai fatti, gli individui “accomodatori” sono disposti a scartarle. Sono più disponibili, rispetto agli altri tre stili, ad assumersi dei rischi. I loro ambiti educativi preferiti sono quelli tecnici o pratici, orientati all’azione.



Uhm, 3 su 4 riguardano sicuramente gli ingegneri.

More Than Words




Saying I love you
Is not the words I want to hear from you
Its not that I want you
Not to say, but if you only knew
How easy it would be to show me how you feel
More than words is all you have to do to make it real
Then you wouldnt have to say that you love me
Cos Id already know

What would you do if my heart was torn in two
More than words to show you feel
That your love for me is real
What would you say if I took those words away
Then you couldnt make things new
Just by saying I love you

More than words

Now Ive tried to talk to you and make you understand
All you have to do is close your eyes
And just reach out your hands and touch me
Hold me close dont ever let me go
More than words is all I ever needed you to show
Then you wouldnt have to say that you love me
Cos Id already know

What would you do if my heart was torn in two
More than words to show you feel
That your love for me is real
What would you say if I took those words away
Then you couldnt make things new
Just by saying I love you

More than words

Cuore di cane - Sobac'e serdce

Uuuuhhh!!! Guardatemi sto morendo. La bufera mi ulula il de profundis nel portone e io ululo con lei. È fatta, sono fregato! Un delinquente col berretto sporco, il cuoco della mensa impiegati al Consiglio Centrale dell'Economia Nazionale, mi ha rovesciato addosso dell'acqua bollente e m'ha bruciato il fianco sinistro. Che mascalzone! E si che è anche un proletario!


Mihail Afanas'evic Bulgakov, 1928, Cuore di cane, incipit

Russians



In Europe and America, there's a growing feeling of hysteria
Conditioned to respond to all the threats
In the rhetorical speeches of the Soviets
Mr. Krushchev said we will bury you
I don't subscribe to this point of view
It would be such an ignorant thing to do
If the Russians love their children too

How can I save my little boy from Oppenheimer's deadly toy
There is no monopoly in common sense
On either side of the political fence
We share the same biology
Regardless of ideology
Believe me when I say to you
I hope the Russians love their children too

There is no historical precedent
To put the words in the mouth of the President
There's no such thing as a winnable war
It's a lie that we don't believe anymore
Mr. Reagan says we will protect you
I don't subscribe to this point of view
Believe me when I say to you
I hope the Russians love their children too

We share the same biology
Regardless of ideology
What might save us, me, and you
Is if the Russians love their children too