venerdì 11 dicembre 2009
domenica 6 dicembre 2009
Erleben

Stasera mi è capitato di pensare all'unica persona che in tutta la mia vita mi abbia dato delle risposte sensate, risposte alla vita. Era un mio professore. Giuliano Marini. Un accademico, che credo mai più mi capiterà di ritrovare. Un uomo dall'applicazione quasi monastica nei suoi studi, ma che dava il piacere della risposta e compredeva parole e stati d'animo. Ho ritrovato tra i miei appunti ciò che mi disse il 15 luglio 2003 mentre per caso lo riaccompagnavo a casa: "Ciò che tormenta gli uomini non è il mondo, ma lo specchio. Altro è la consapevolezza, altro è mettere a sistema il mondo. Un giorno capirà."
Grazie. Oggi ho capito.
sabato 5 dicembre 2009
Wittgenstein
1. Il mondo è tutto ciò che accade.
2. Ciò che accade, il fatto, è il sussistere di stati di cose.
3. L'immagine logica dei fatti è il pensiero.
4. Il pensiero è la proposizione munita di senso.
5. La proposizione è una funzione di verità delle proposizioni elementari.
6. La forma generale della funzione di verità. Questa è la forma generale della proposizione.
7. Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere.
2. Ciò che accade, il fatto, è il sussistere di stati di cose.
3. L'immagine logica dei fatti è il pensiero.
4. Il pensiero è la proposizione munita di senso.
5. La proposizione è una funzione di verità delle proposizioni elementari.
6. La forma generale della funzione di verità. Questa è la forma generale della proposizione.
7. Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere.
domenica 22 novembre 2009
venerdì 20 novembre 2009
Altri tempi
Essere Kerouac, essere alcolizzato e fumatore incallito faceva chic. Che culo di "Kerouac".
giovedì 12 novembre 2009
What would you do if my heart was torn in two?
Saying I love you
Is not the words I want to hear from you
It's not that I want you
Not to say, but if you only knew
How easy it would be to show me how you feel
More than words is all you have to do to make it real
Then you wouldn't have to say that you love me
Cos I'd already know
What would you do if my heart was torn in two
More than words to show you feel
That your love for me is real
What would you say if I took those words away
Then you couldn't make things new
Just by saying I love you
More than words
Now I've tried to talk to you and make you understand
All you have to do is close your eyes
And just reach out your hands and touch me
Hold me close don't ever let me go
More than words is all I ever needed you to show
Then you wouldn't have to say that you love me
Cos I'd already know
What would you do if my heart was torn in two
More than words to show you feel
That your love for me is real
What would you say if I took those words away
Then you couldn't make things new
Just by saying I love you
More than words
Chiudo gli occhi

Scorre il tempo all’infinito
Perso in lei… lo guardo indietro…
Lei è dolce melodia che spacca il cuore.
Sconfitto dalla mia anima e dal mio pensiero,
sconfitto dal cuore ancora acceso.
La parola “amore” è solo tormento
Non ce pace, non ce fine,
ce solo nebbia nell’anima senza svanire.
Chiudo gli occhi per vivere e morire…
L’amore è un martello che colpisce sul mio cuore...
distrugge la mia anima a malincuore…
la parola amore è anche il suo tormento.
Chiudo gli occhi per vivere e morire…
È solo amore
È solo donna
È solo stella senza meta
Chiudo gli occhi per vivere e morire…
mercoledì 11 novembre 2009
Psicosomatica del dolore

Erano anni che non provavo questo dolore. Il diaframma contratto, un forte angina che si irradia al braccio sinistro. E' psicosomatico, non morirò certo davanti ad una tastiera, ma fa davvero male.
Avessi comprato la comomilla ieri o preso il lansoprazolo oggi.
Ascolto Ruby Tuesday di Battiato in continuazione come in atto di autolesionismo. Spero di riuscire a mentire ai Panda stasera, almeno per farli dormire.
Non sono bravo a mentire: si sente quel persistente pensare ad altro quando mento. E poi con questo dannato dolore.
Accidenti, se non avessi buttato quel maledetto esCilatopram.
Da quando il mio cervello ha cominciato a liberarsi della serotonina sono passati molti anni.
Anche la memoria mi fa brutti scherzi.
Non parliamo poi del sonno: sogno costantemente di non essermi mai laureato o cose affini.
E pensare che potevo evitarlo, maledetto dolore, ma non ho voluto.
Che palle.
Good evening and good luck (Act 2)

Sono un'idiota è questo l'ho sempre saputo. Sono riuscito a mandare a puttane tutto ciò che ho ricevuto di buono dalla vita: un paio di splendidi genitori, la possibilità di diventare qualcuno, un paio di amici sinceri, le mi convinzioni politiche, la mia salute, e in ultimo la donna che amo. Ne parlo con un po' con vergogna, ma almeno ne parlo. Ho passato quasi tutta la notte riflettendo su quale sia il modo migliore di riprendere le fila della mia esistenza, ma ho incerato così bene il pavimento delle mie idee che ci scivolo sopra. Il "cosa fare" prima, e il "come fare" dopo. Già, "cosa" e "come".
Mi sento come un molesto vecchietto in pensione a cui manca il posto di lavoro. Evviva la depressione.
Diceva Sartre "L’uomo è condannato ad essere libero: condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero, perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa". Niente scuse quindi.
Beh, auguratemi buona fortuna.
Mi sento come un molesto vecchietto in pensione a cui manca il posto di lavoro. Evviva la depressione.
Diceva Sartre "L’uomo è condannato ad essere libero: condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero, perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa". Niente scuse quindi.
Beh, auguratemi buona fortuna.
martedì 10 novembre 2009
Troppo giovane per essere alcolizzato
Spero...oppure questa clip da grande lo farà entrare all' "Actor Studio".
Domande assurde

Domanda fatta da: Piccola
Urgente..sento odori che apparentemente non ci sono..perchè?
Sono già due sere che mi capita questa cosa..e mi capita sempre e solo nello stesso punto..cioè in camera mia...Inizio a sentire una puzza di feci e proprio non riesco a capire da dove provenga..poi se ne va...poi ritorna..mi succede solo in camera da letto..!avete una risposta?è solo suggestione o altro?non so se pensare ad un problema neurologico dato che si manifesta solo in quell'occasione..ho letto anche di storie di fantasmi che si possono manifestare con odori..vi risulta???
* 23 ore fa
* - 3 giorni rimanenti per rispondere.
Risposta di: Isac
Controlla bene che non ti sia portato da fuori qualche inaspettato ricordino... il fatto che lo senti a volte, può dipendere dalle correnti d' aria o dalla tua assuefazione all'odore... basta anche mezzo centimetro di feci sul pavimento, o sotto la suola di una scarpa, o chissà dove... ma non te ne fare una malattia... potrebbe anche essere una cimice in putrefazione in mezzo alla biancheria o sotto un'armadio... ma non ti allarmare... lascia stare i fantasmi!
* 23 ore fa
Tratto da Yahoo!Answers
Sinceramente avrei optato per un tumore al cervello, ma sai...
martedì 3 novembre 2009
Salviamo "Scienze per la pace"
Quando mi sono iscritto all' Università di Pisa, molti anni fa, ero un 18enne spaesato ma al contempo assai incurisito dalla vivacità intellettuale dell'ambiente universitario. Ad ogni angolo della città trovavi tracce di vita, vita universitaria, dal centro alla periferia. Essere stato uno studente pre-riforma è stato un lusso. Gli studenti fuorisede sono quasi scomparsi e la popolazione di universitari si è ridotta. Tutto è diventato molto "freddo": questa è una di quelle cose che non digerirò mai. Comunque sono venuto a sapere che un corso di laurea, attivo da quasi 10 anni, sta per essere smantellato - segno dei tempi - , ma questo percorso di studi è unico in Italia e meritrebbe più attenzione.Il corso di laurea di Pisa, ormai unico in Italia, è nato come esigenza di una cultura internazionale della pace, sorta nel secondo dopoguerra, insieme a tutti gli altri istituti e Università di Peace Studies, con brillanti esempi negli Stati Uniti e nel nord Europa, e tutt’oggi operanti. I nostri studi offrono l’opportunità, sempre più necessaria, di trovare una soluzione alternativa e nonviolenta alla risoluzione dei conflitti. La caratteristica di interdisciplinarità del nostro approccio di studi è fondamentale per acquisire uno sguardo completo alla realtà odierna. La pace non è assenza di conflitto, ma costruzione propositiva di una realtà migliore. La ricerca della pace è, quindi, studio scientifico e strategico di proposte e metodi concreti.
Pensiamo che il nostro Paese abbia bisogno di continuità culturale al pensiero nonviolento dei filosofi e maestri che tutto il mondo studia e ci riconosce: Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lanza dal Vasto, Lorenzo Milani, Tonino Bello, Ernesto Balducci. Questa continuità culturale deve rimanere negli ambienti accademici universitari italiani. La didattica e la formazione sono necessari affinché i processi culturali di filosofia e pratica della nonviolenza non tramontino oggi. Essi contraddistinguono il nostro percorso universitario e sono gli unici strumenti di un autentico cambiamento sociale. Se Scienze per la Pace scomparisse verrebbe meno quell’idea di pace che ormai da sola cerca di farsi strada in mezzo ad altre: parliamo di una lotta a difesa delle istituzioni democratiche nel nostro paese e nel mondo esclusivamente senz’armi. Questo tipo di studi non può non essere compreso e non avere pari dignità all’interno del sistema universitario italiano. L’Università italiana ha bisogno di un percorso completo che crei una nuova grammatica ed etica della politica e dell’agire sociale.
Inseriti in un contesto italiano ed europeo sempre più sordo alle esigenze dei popoli al di là del Mediterraneo, in cui la recente crisi finanziaria ed economica non può avere risposta se non con un alternativo modello di sviluppo, assistiamo da tempo ad una precarizzazione della cultura, che è e sempre sarà critica sociale; ad un attacco a qualsiasi voce fuori dal coro, un mondo in cui la parola “Pace” viene depauperata del proprio significato. Ma qualcuno a Pisa è riuscito, negli anni, a creare un centro di studi “fuori dal coro”, in cui gli studenti possano cimentarsi nella ricerca di un'alternativa. Oggi questo corso rischia di essere dimezzato, vanificandone sostanzialmente il progetto. I motivi sono molteplici, dai tagli economici degli ultimi governi alla mancanza di sostegno politico affinché un corso del genere esista.
I laureati in passato e coloro che si laureeranno prossimamente, saranno condannati a un’esistenza puramente testimoniale di questo percorso formativo. L’Ateneo di Pisa, così come il Comune di Pisa proclamatosi “Comune per la Pace”, si sono vantati in passato della presenza di questo fiore all’occhiello e del prestigio che Scienze per la Pace ne dava. Ora, noi studenti siamo i promotori di una difesa di questo patrimonio culturale che rischia di estinguersi. Per questo vogliamo dare concretezza a ciò che studiamo, lottando senza violenza, affinché il corso non sia chiuso né resti a metà. La completezza degli studi, data soltanto dal percorso quinquennale, è garanzia di un approccio serio e scientifico alla nostra ricerca.
Il potere ha sempre temuto le critiche. Ma se uniamo le nostre voci, se facciamo sentire che siamo in tanti e che questo corso è necessario, siamo sicuri che riusciremo ad evitare qualsiasi pericolo.
Alleghiamo il sostegno all’appello e le sottoscrizioni nazionali e internazionali raccolte.
L’Assemblea degli studenti di Scienze per la Pace.
Pisa. 25 settembre 2009
Per firmare la petizione qui
lunedì 19 ottobre 2009
domenica 18 ottobre 2009
Punto e a capo
E' una specie di maledizione. Ogni due settimane sono sempre punto e capo. Sempre.
Thomas Mann
Thomas Mann
Come un cammello in una grondaia

Vivo come un cammello in una grondaia
in questa illustre e onorata società!
E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione
per acquistare un paio d'ali, e abbandonare il pianeta,
E cosa devono vedere ancora gli occhi e sopportare?
I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare!
Eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste
il male... se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.
Come piombo pesa il cielo questa notte.
Quante pene e inutili dolori.
in questa illustre e onorata società!
E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione
per acquistare un paio d'ali, e abbandonare il pianeta,
E cosa devono vedere ancora gli occhi e sopportare?
I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare!
Eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste
il male... se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.
Come piombo pesa il cielo questa notte.
Quante pene e inutili dolori.
Franco Battiato
Il freddo

Fuori oggi fa freddo, ma anche qua dentro non va molto meglio. Ho dormito poco e male, e fa freddo. Il freddo anestetizza; non ho voglia di fare granchè. Riuscissi almeno a pensare...ma il mio cervello ha deciso per uno sciopero bianco. E fa freddo.
"Non devi adoperarti perché gli avvenimenti seguano il tuo desiderio", diceva Epitteto,"ma desiderarli così come avvengono, e la tua vita scorrerà serena". Si, ma il sottoscritto non è uno stoico e se fa freddo non riesce a intravedere il lato positivo delle cose.
Mi disturba intellettualmente.
Mi disturba profondamente. Preferirei quasi un po' di rabbia e dormire in una tenda, del resto , anche uno stupido orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno.
Dannato freddo.
Vorrei scendere da questa cazzo di altalena, ma non posso, anzi, non voglio.
Fa freddo ed è pure domenica. Odio la domenica, mi ricorda che non é vero che abbiamo poco tempo: la verità é che ne perdiamo molto.
Stramaledetto freddo.
giovedì 3 settembre 2009
Chiedimi se sono felice
Ok, stamani ho avuto un attacco di diarrea, e nessuno se ne fotte. Ho delle scadenze, e nessuno se ne fotte. Delle mie opinioni, nessuno se ne fotte. Ho delle bollette da pagare, e nessuno se ne fotte.
Secondo alcuni, sono fortunato a prescindere.
Secondo alcuni, sono fortunato a prescindere.
martedì 11 agosto 2009
lunedì 3 agosto 2009
domenica 26 luglio 2009
Good evening and good bye (Act 2)
Apprezzo ancora la vita, ma non la distinguo dall'angoscia che provoca. Respiro a fatica e non ho tutti i sensi a posto, ma riesco a scrivere e sono lucido. Vorrei un tempo in cui tutti e dico tutti possano capirsi senza troppo cavillare: ammettiamolo, siamo un fallimento; non riusciamo a cavare un ragno dal buco, oppure ci sfugge o agli altri sfugge la nostra forza. Non abbiamo voglia di spiegare. Tra pari non ce ne bovrebbe essere il bisogno. Mando un sentito "buona fortuna" a tutti coloro che capiscono, e un sonoro "vaffanculo" a coloro che credono di aver capito tutto.
good evening and good bye
good evening and good bye
lunedì 4 maggio 2009
E' normale
E' normale. E' normale che un vecchietto privo di prostata frequenti delle minorenni. L' Italia è un paese di erotomani che non hanno il gusto della decenza. Che ovviamente votano per i propri simili, anche se hanno 30anni, una sorta di "assurance-nougat" per la vecchiaia. Che vergogna.
lunedì 13 aprile 2009
La comprensione della realtà
La comprensione della realtàPer costruire una vita felice occorrono due ingredienti fondamentali:
a) la comprensione della realtà;
b) la traduzione di questa comprensione in uno stile di vita positivo.
Il punto a) potrebbe sembrare banale in quanto ognuno potrà pensare che la stragrande maggioranza delle persone sia in grado di comprendere la realtà e chi non riesce a farlo possa sicuramente definirsi malato; uno psichiatra parlerebbe apertamente di psicosi per coloro i quali non riuscissero ad avere una comprensione corretta della realtà (quasi in contrapposizione al termine nevrosi che indica una patologia psichica di chi comprende la realtà). All'atto pratico non è così e ciò è implicitamente confermato dall'usuale constatazione empirica che "non tutti i matti sono in manicomio". Questa banale frase indica che spesso ci accorgiamo di comportamenti assurdi in persone che sono (o dovrebbero essere) normalissime.
La difficoltà a capire la realtà si traduce in una serie di errori (si potrebbero definire vere e proprie patologie) che impediscono all'individuo di dare un'interpretazione corretta ai fenomeni che lo circondano. Possiamo coniare una definizione allargata e pratica di psicosi: se viene considerato psicotico chi si crede Napoleone (e non lo è), altrettanto dovrebbe definirsi psicotico colui che crede che le cose nella vita vadano in un certo modo, mentre in realtà vanno in direzione completamente opposta. È ovvio che mentre il nostro Napoleone sarà un osso molto duro da guarire, l'individuo che interpreta male la realtà (ma è psichiatricamente normale) potrà capire i suoi errori e guarire quasi istantaneamente; ciò non toglie che finché non comprende lo si possa ritenere malato.
Gli errori di comprensione del mondo sono la follia nella normalità - Al lettore sarà facile capire questa affermazione se ha compreso il paragrafo precedente. Se, data una certa situazione, non siamo in grado di sintetizzare una regola di vita che ci permetta di gestirla, vuol dire che non l'abbiamo capita. Sicuramente non è normale chi, gridando a un paralitico "Salta!", conclude che l'uomo che ha di fronte è sordo perché non esegue il suo comando. Questo esempio è ovviamente paradossale, ma che differenza c'è con chi sbaglia nel dedurre una conclusione da una situazione?
La lingua della realtà - La maggioranza delle persone parlano male l'inglese, ma questo "male" consente loro di leggere un articolo di giornale, di chiedere informazioni, di soggiornare persino in un paese straniero. Questa conoscenza sommaria della lingua non consente però di seguire un film, di capire una canzone, di discorrere con un inglese o con un americano. Così molti vivono parlando male la lingua della realtà e capendone solo una frase qua e là. Se volete sapere se siete in grado di comprendere la realtà o se ne capite solo qualche frase cimentatevi ne Il gioco della vita.
Copyright by THEA 2004
Interessante "quasi-dissertazione" sulla capacità umana di comprendere la realtà, o meglio, il "reale". Uhm, è cosa sarebbe di grazia la realtà? Ciò che appare? Ciò che è normale? Ciò che tu vuoi che sia normale? Un ippopotamo rosa? Quello che so è che ci vuole la normalità per comprendere la normalità, oppure comprendere interpretando e spiegare casualmente , come diceva il vecchio Max, che si laureò in giurisprudenza e divenne uno dei padri della sociologia, oltre ad offrire alla dottrina il concetto di causazione adeguata per cui vi risarciscono il danno ex art 2043 c.c. .
Già, il simpatico Weber, un malato di ansia, uno skizzato, uno che una vita felice l'ha avuta a sprazzi come cenci benedetti caduti dal cielo, uno che il mondo lo interpretava stringendo i denti e senza ridere.
Già, il simpatico Weber, un malato di ansia, uno skizzato, uno che una vita felice l'ha avuta a sprazzi come cenci benedetti caduti dal cielo, uno che il mondo lo interpretava stringendo i denti e senza ridere.
Metessi
Vado dove il tempo mi porta,
Cerco il dolore che m'ha fatto nascere,
la memoria, l'acqua in canali di terra nera,
la lucertola, gli odori del silenzio.
Vado là, esattamente là, sempre.
C'è del meschino in ogni cosa,
come sotto ogni sasso i vermi.
Mi disturbano, le grida dei bambini, i cani
e gli uccelli all'alba.
Parlo con le dita ormai, e nemmeno tutte.
Ascolto con gli occhi, e sono quasi cieco.
La mia mente come una tavola di dama,
e non sono fra i giocatori.
Mi disturba.
Il sasso è nello stagno. Le parole pure.
"Giù nella fogna, Settembre: risalirai!
Senz'unghie nelle dita, senz'aria nei polmoni,
e ricoperto di merda, risalirai".
Cerco il dolore che m'ha fatto nascere,
la memoria, l'acqua in canali di terra nera,
la lucertola, gli odori del silenzio.
Vado là, esattamente là, sempre.
C'è del meschino in ogni cosa,
come sotto ogni sasso i vermi.
Mi disturbano, le grida dei bambini, i cani
e gli uccelli all'alba.
Parlo con le dita ormai, e nemmeno tutte.
Ascolto con gli occhi, e sono quasi cieco.
La mia mente come una tavola di dama,
e non sono fra i giocatori.
Mi disturba.
Il sasso è nello stagno. Le parole pure.
"Giù nella fogna, Settembre: risalirai!
Senz'unghie nelle dita, senz'aria nei polmoni,
e ricoperto di merda, risalirai".
venerdì 10 aprile 2009
mercoledì 1 aprile 2009
5%

Sopra il 5 col tasto shift c'è il % . Il 5% della popolazione umana usa la mano sinistra. E' sempre stato pieno di esseri sinistri sto pianeta, che dite, qualche nome?
Barak Obama,
Einstein,
Aristotele,
Alessandro Magno,
Bill Gates,
Bob Dylan,
Castro,
Gandhi,
Jimi Hendrix,
Henry Ford,
Steve McQueen,
Kafka,
Leonardo da Vinci,
Napoleone,
Neil Armstrong,
Churchill,
Chaplin,
Tom Cruise,
Robert de Niro,
Nietzsche,
Robert Redford.
Ovvio, sono mancino.
giovedì 19 marzo 2009
E già, ...

“Dobbiamo renderci chiaramente conto che ogni agire orientato in senso etico può oscillare tra due massime radicalmente diverse e inconciliabilmente opposte: può essere cioé orientato secondo l’«etica della convinzione» oppure secondo l’«etica della responsabilità». Non che l’etica della convinzione coincida con la mancanza di responsabilità e l’etica della responsabilità con la mancanza di convinzione. Non si vuole certo dir questo. Ma v’è una differenza incolmabile, tra l’agire secondo la massima dell’etica della convinzione, la quale – in termini religiosi – suona: ‘Il cristiano opera da giusto e rimette l’esito nelle mani di Dio’, e l’agire secondo la massima dell’etica della responsabilità, secondo la quale bisogna rispondere delle conseguenze (prevedibili) delle proprie azioni”.
Max Weber, La politica come professione, 1919
domenica 1 marzo 2009
Kant

Due cose riempono l'animo con sempre nuovo e crescente stupore e venerazione, quanto più spesso e accuratamente la riflessione se ne occupa: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Entrambe le cose non posso cercarle e semplicemente supporle come fossero nascoste nell'oscurità o nel trascendente, al di fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le collego immediatamente con la coscienza della mia esistenza. Il primo comincia dal luogo che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo nell'infinitamente grande, con mondi sopra mondi e sistemi di sistemi, e inoltre nei tempi illimitati del loro movimento periodico, nel loro inizio e nella loro continuità. La seconda comincia dalla mia invisibile identità, la personalità, e mi pone in un mondo che possiede vera infinità, ma di cui si può accorgere solo l'intelletto, e con il quale (ma grazie ad esso anche con tutti quei mondi visibili) io non mi riconosco, come là, in una connessione puramente accidentale, ma in una necessaria e universale. Il primo sguardo di una innumerabile quantità di mondi per così dire annienta la mia importanza, che è quella di una creatura animale, che dovrà restituire ai pianeti la materia da cui è sorta, dopo essere stata dotata per breve tempo (non si sa come) di forza vitale. Il secondo al contrario innalza infinitamente il mio valore, che è quello di una intelligenza, grazie alla mia personalità, nella quale la legge morale mi rivela una vita indipendente dall'animalità e anche dall'intero mondo sensibile, perlomeno quanto può essere dedotto dalla destinazione finale della mia esistenza attraverso questa legge, che non è limitata alla condizioni e ai confini di questa vita, ma si estende all'infinito. Però, stupore e rispetto possono sì spingere alla ricerca, ma non sostituirne la mancanza.
Kant, Critica della ragion pratica, A 287-290
giovedì 26 febbraio 2009
Terapia Breve

"Da un essere unano che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni di questo mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, tanto che alla superficie della felicità salgano solo bollicine, come sul pelo dell' acqua; gli si dia di che vivere, al punto che non gli rimanga altro da fare che dormire, divorare dolci e pensare alla sopravvivenza dell'umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano vi giocherà un brutto tiro, per pura ingratitudine, solo per insultare. Egli metterà in gioco perfino i dolci e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, solo per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio fantastico e funesto elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità... "
Queste parole uscirono dalla penna dell'uomo che Friedrich Nietzsche considerava il più grande psicologo di tutti i tempi: Fëdor Michajlovič Dostoevskij. E tuttavia esse esprimono, anche se in forma piacevole e convincente, ciò che la saggezza popolare conosce da sempre: nulla è più difficile da sopportare di una serie di giorni felici.E' giunta l'ora di farla finita con la favola millenaria secondo cui felicità, beatitudine e serenità sono mete desiderabili della vita. Troppo a lungo ci è stato fatto credere, e noi abbiamo ingenuamente creduto, che la ricerca della felicità conduca infine alla felicità.
Questo è l'incipit de "Istruzioni per rendersi infelici" di Paul Watzlawick, massimo studioso della pragmatica della comunicazione umana, esponente di spicco della Scuola di Palo Alto. Citando Nietzsche che cita Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij.
Credo di aver letto questo saggio circa una decina di anni fa, e ci ripensavo mentre mi prelevavano qualche millilitro di sangue per degli esami di routine, per vedere un po' come sto. Già come sto. Essere felici o infelici è uno stato intimo, interiore, ma quanto questo sia più o meno chiaro agli altri è tutt'altra cosa, come le cause del nostro esserlo o non esserlo che quasi sempre dipendono dagli atti positivi e manifesti che compiamo tutti i giorni, non dalla nostra natura personale. Detto più semplicemente puoi sapere di essere, o quantomeno crederlo, in migliore degli uomini, credere di comportati come tale, ma alla fine l'unico feedback che hai viene dal giudizio degli altri, dal loro insindacabile voto su ciò che fai, non su ciò che sei. Tutta la catena causale che va dal pensiero all'atto è insignificante per l'osservatore esterno, bisognerebbe appuntarselo. E' vero che nel mondo degli esseri umani esiste una sorta di compensazione, una vicendevole comprensione, in cui il conto dei reciproci crediti e debiti esistenziali quasi si annullano, ma rimane sempre quella spiacevole sensazione per cui la propria e l'altrui supponenza siano strumenti imperfetti e rozzi.
Alla fine credo che sarebbe conveniente per chiunque seguire la vecchia massima che impone non di dire sempre quello che si pensa, ma quando lo si fa di essere il più corretti e puntuali possibile, giusto per non dover rimpiangere nulla.
Credo di aver letto questo saggio circa una decina di anni fa, e ci ripensavo mentre mi prelevavano qualche millilitro di sangue per degli esami di routine, per vedere un po' come sto. Già come sto. Essere felici o infelici è uno stato intimo, interiore, ma quanto questo sia più o meno chiaro agli altri è tutt'altra cosa, come le cause del nostro esserlo o non esserlo che quasi sempre dipendono dagli atti positivi e manifesti che compiamo tutti i giorni, non dalla nostra natura personale. Detto più semplicemente puoi sapere di essere, o quantomeno crederlo, in migliore degli uomini, credere di comportati come tale, ma alla fine l'unico feedback che hai viene dal giudizio degli altri, dal loro insindacabile voto su ciò che fai, non su ciò che sei. Tutta la catena causale che va dal pensiero all'atto è insignificante per l'osservatore esterno, bisognerebbe appuntarselo. E' vero che nel mondo degli esseri umani esiste una sorta di compensazione, una vicendevole comprensione, in cui il conto dei reciproci crediti e debiti esistenziali quasi si annullano, ma rimane sempre quella spiacevole sensazione per cui la propria e l'altrui supponenza siano strumenti imperfetti e rozzi.
Alla fine credo che sarebbe conveniente per chiunque seguire la vecchia massima che impone non di dire sempre quello che si pensa, ma quando lo si fa di essere il più corretti e puntuali possibile, giusto per non dover rimpiangere nulla.
giovedì 12 febbraio 2009
Mah...
Uno si sveglia la mattina, accende il computer, mette su il caffè, torna al computer a leggere le news online su i due maggiori quotidiani nazionali e ...mah. Beh, il lancio giornalistico non è mai stato facile da cogliere di primo acchito, e considerato il fatto che ho un risveglio molto lento sarà pure un po' colpa mia, ma vi giuro che certe volte prenderei a cazzotti il monitor: l' 80% delle notizie sono inutili e per di più scritte con un' uso dell'interpunzione capace di farti venire la diplopia. A parte fighe tette e culi sparsi un po' qua, un po' là, non vedo richiami a vere notizie se non le solite per cui uno smette di guardare i TG. Poi c'è sempre Aldo Grasso, ne farei volentieri a meno. Forse la "notizia" più interessante di oggi è su Repubblica: "Bello e magro" Gli italiani in chat campioni di bugìe (e notate la "i" accentata). Che novità, direte voi. Beh, sono bello, magro e fidanzato.
lunedì 9 febbraio 2009
giovedì 29 gennaio 2009
venerdì 23 gennaio 2009
Bobbio

Beh! Non stiamo a sottilizzare su queste differenze. Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza.
Tratto dall'intervista "Che cos'è la democrazia?" - Torino, Fondazione Einaudi, 28 febbraio 1985
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