lunedì 13 aprile 2009

La comprensione della realtà

La comprensione della realtà

Per costruire una vita felice occorrono due ingredienti fondamentali:
a) la comprensione della realtà;
b) la traduzione di questa comprensione in uno stile di vita positivo.
Il punto a) potrebbe sembrare banale in quanto ognuno potrà pensare che la stragrande maggioranza delle persone sia in grado di comprendere la realtà e chi non riesce a farlo possa sicuramente definirsi malato; uno psichiatra parlerebbe apertamente di psicosi per coloro i quali non riuscissero ad avere una comprensione corretta della realtà (quasi in contrapposizione al termine nevrosi che indica una patologia psichica di chi comprende la realtà). All'atto pratico non è così e ciò è implicitamente confermato dall'usuale constatazione empirica che "non tutti i matti sono in manicomio". Questa banale frase indica che spesso ci accorgiamo di comportamenti assurdi in persone che sono (o dovrebbero essere) normalissime.
La difficoltà a capire la realtà si traduce in una serie di errori (si potrebbero definire vere e proprie patologie) che impediscono all'individuo di dare un'interpretazione corretta ai fenomeni che lo circondano. Possiamo coniare una definizione allargata e pratica di psicosi: se viene considerato psicotico chi si crede Napoleone (e non lo è), altrettanto dovrebbe definirsi psicotico colui che crede che le cose nella vita vadano in un certo modo, mentre in realtà vanno in direzione completamente opposta. È ovvio che mentre il nostro Napoleone sarà un osso molto duro da guarire, l'individuo che interpreta male la realtà (ma è psichiatricamente normale) potrà capire i suoi errori e guarire quasi istantaneamente; ciò non toglie che finché non comprende lo si possa ritenere malato.
Gli errori di comprensione del mondo sono la follia nella normalità - Al lettore sarà facile capire questa affermazione se ha compreso il paragrafo precedente. Se, data una certa situazione, non siamo in grado di sintetizzare una regola di vita che ci permetta di gestirla, vuol dire che non l'abbiamo capita. Sicuramente non è normale chi, gridando a un paralitico "Salta!", conclude che l'uomo che ha di fronte è sordo perché non esegue il suo comando. Questo esempio è ovviamente paradossale, ma che differenza c'è con chi sbaglia nel dedurre una conclusione da una situazione?
La lingua della realtà - La maggioranza delle persone parlano male l'inglese, ma questo "male" consente loro di leggere un articolo di giornale, di chiedere informazioni, di soggiornare persino in un paese straniero. Questa conoscenza sommaria della lingua non consente però di seguire un film, di capire una canzone, di discorrere con un inglese o con un americano. Così molti vivono parlando male la lingua della realtà e capendone solo una frase qua e là. Se volete sapere se siete in grado di comprendere la realtà o se ne capite solo qualche frase cimentatevi ne Il gioco della vita.

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Interessante "quasi-dissertazione" sulla capacità umana di comprendere la realtà, o meglio, il "reale". Uhm, è cosa sarebbe di grazia la realtà? Ciò che appare? Ciò che è normale? Ciò che tu vuoi che sia normale? Un ippopotamo rosa? Quello che so è che ci vuole la normalità per comprendere la normalità, oppure comprendere interpretando e spiegare casualmente , come diceva il vecchio Max, che si laureò in giurisprudenza e divenne uno dei padri della sociologia, oltre ad offrire alla dottrina il concetto di causazione adeguata per cui vi risarciscono il danno ex art 2043 c.c. .
Già, il simpatico Weber, un malato di ansia, uno skizzato, uno che una vita felice l'ha avuta a sprazzi come cenci benedetti caduti dal cielo, uno che il mondo lo interpretava stringendo i denti e senza ridere.



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