domenica 22 novembre 2009

Pensiero


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Tutto sembra immobile


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Il Dio degli ultimi


"La stoltezza ha questo di proprio : ricomincia sempre da capo la vita".


Epicuro

venerdì 20 novembre 2009

Altri tempi


Essere Kerouac, essere alcolizzato e fumatore incallito faceva chic. Che culo di "Kerouac".

giovedì 12 novembre 2009

What would you do if my heart was torn in two?




Saying I love you
Is not the words I want to hear from you
It's not that I want you
Not to say, but if you only knew
How easy it would be to show me how you feel
More than words is all you have to do to make it real
Then you wouldn't have to say that you love me
Cos I'd already know
What would you do if my heart was torn in two
More than words to show you feel
That your love for me is real
What would you say if I took those words away
Then you couldn't make things new
Just by saying I love you
More than words
Now I've tried to talk to you and make you understand
All you have to do is close your eyes
And just reach out your hands and touch me
Hold me close don't ever let me go
More than words is all I ever needed you to show
Then you wouldn't have to say that you love me
Cos I'd already know
What would you do if my heart was torn in two
More than words to show you feel
That your love for me is real
What would you say if I took those words away
Then you couldn't make things new
Just by saying I love you
More than words

Chiudo gli occhi


Scorre il tempo all’infinito
Perso in lei… lo guardo indietro…
Lei è dolce melodia che spacca il cuore.
Sconfitto dalla mia anima e dal mio pensiero,
sconfitto dal cuore ancora acceso.
La parola “amore” è solo tormento
Non ce pace, non ce fine,
ce solo nebbia nell’anima senza svanire.

Chiudo gli occhi per vivere e morire…

L’amore è un martello che colpisce sul mio cuore...
distrugge la mia anima a malincuore…
la parola amore è anche il suo tormento.

Chiudo gli occhi per vivere e morire…

È solo amore
È solo donna
È solo stella senza meta

Chiudo gli occhi per vivere e morire…

Caos Calmo

mercoledì 11 novembre 2009

Psicosomatica del dolore




Erano anni che non provavo questo dolore. Il diaframma contratto, un forte angina che si irradia al braccio sinistro. E' psicosomatico, non morirò certo davanti ad una tastiera, ma fa davvero male.
Avessi comprato la comomilla ieri o preso il lansoprazolo oggi.
Ascolto Ruby Tuesday di Battiato in continuazione come in atto di autolesionismo. Spero di riuscire a mentire ai Panda stasera, almeno per farli dormire.
Non sono bravo a mentire: si sente quel persistente pensare ad altro quando mento. E poi con questo dannato dolore.
Accidenti, se non avessi buttato quel maledetto esCilatopram.
Da quando il mio cervello ha cominciato a liberarsi della serotonina sono passati molti anni.
Anche la memoria mi fa brutti scherzi.
Non parliamo poi del sonno: sogno costantemente di non essermi mai laureato o cose affini.
E pensare che potevo evitarlo, maledetto dolore, ma non ho voluto.
Che palle.

E' difficile

Good evening and good luck (Act 2)



Sono un'idiota è questo l'ho sempre saputo. Sono riuscito a mandare a puttane tutto ciò che ho ricevuto di buono dalla vita: un paio di splendidi genitori, la possibilità di diventare qualcuno, un paio di amici sinceri, le mi convinzioni politiche, la mia salute, e in ultimo la donna che amo. Ne parlo con un po' con vergogna, ma almeno ne parlo. Ho passato quasi tutta la notte riflettendo su quale sia il modo migliore di riprendere le fila della mia esistenza, ma ho incerato così bene il pavimento delle mie idee che ci scivolo sopra. Il "cosa fare" prima, e il "come fare" dopo. Già, "cosa" e "come".
Mi sento come un molesto vecchietto in pensione a cui manca il posto di lavoro. Evviva la depressione.
Diceva Sartre "L’uomo è condannato ad essere libero: condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero, perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa". Niente scuse quindi.
Beh, auguratemi buona fortuna.

martedì 10 novembre 2009

Messaggio gratuito...


...cerchi qualcuno, non lo trovi mai.

Troppo giovane per essere alcolizzato



Spero...oppure questa clip da grande lo farà entrare all' "Actor Studio".

Domande assurde



Domanda fatta da: Piccola


Urgente..sento odori che apparentemente non ci sono..perchè?

Sono già due sere che mi capita questa cosa..e mi capita sempre e solo nello stesso punto..cioè in camera mia...Inizio a sentire una puzza di feci e proprio non riesco a capire da dove provenga..poi se ne va...poi ritorna..mi succede solo in camera da letto..!avete una risposta?è solo suggestione o altro?non so se pensare ad un problema neurologico dato che si manifesta solo in quell'occasione..ho letto anche di storie di fantasmi che si possono manifestare con odori..vi risulta???

* 23 ore fa
* - 3 giorni rimanenti per rispondere.

Risposta di: Isac

Controlla bene che non ti sia portato da fuori qualche inaspettato ricordino... il fatto che lo senti a volte, può dipendere dalle correnti d' aria o dalla tua assuefazione all'odore... basta anche mezzo centimetro di feci sul pavimento, o sotto la suola di una scarpa, o chissà dove... ma non te ne fare una malattia... potrebbe anche essere una cimice in putrefazione in mezzo alla biancheria o sotto un'armadio... ma non ti allarmare... lascia stare i fantasmi!

* 23 ore fa


Tratto da Yahoo!Answers

Sinceramente avrei optato per un tumore al cervello, ma sai...

martedì 3 novembre 2009

Salviamo "Scienze per la pace"

Quando mi sono iscritto all' Università di Pisa, molti anni fa, ero un 18enne spaesato ma al contempo assai incurisito dalla vivacità intellettuale dell'ambiente universitario. Ad ogni angolo della città trovavi tracce di vita, vita universitaria, dal centro alla periferia. Essere stato uno studente pre-riforma è stato un lusso. Gli studenti fuorisede sono quasi scomparsi e la popolazione di universitari si è ridotta. Tutto è diventato molto "freddo": questa è una di quelle cose che non digerirò mai. Comunque sono venuto a sapere che un corso di laurea, attivo da quasi 10 anni, sta per essere smantellato - segno dei tempi - , ma questo percorso di studi è unico in Italia e meritrebbe più attenzione.
Il corso di laurea di Pisa, ormai unico in Italia, è nato come esigenza di una cultura internazionale della pace, sorta nel secondo dopoguerra, insieme a tutti gli altri istituti e Università di Peace Studies, con brillanti esempi negli Stati Uniti e nel nord Europa, e tutt’oggi operanti. I nostri studi offrono l’opportunità, sempre più necessaria, di trovare una soluzione alternativa e nonviolenta alla risoluzione dei conflitti. La caratteristica di interdisciplinarità del nostro approccio di studi è fondamentale per acquisire uno sguardo completo alla realtà odierna. La pace non è assenza di conflitto, ma costruzione propositiva di una realtà migliore. La ricerca della pace è, quindi, studio scientifico e strategico di proposte e metodi concreti.

Pensiamo che il nostro Paese abbia bisogno di continuità culturale al pensiero nonviolento dei filosofi e maestri che tutto il mondo studia e ci riconosce: Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lanza dal Vasto, Lorenzo Milani, Tonino Bello, Ernesto Balducci. Questa continuità culturale deve rimanere negli ambienti accademici universitari italiani. La didattica e la formazione sono necessari affinché i processi culturali di filosofia e pratica della nonviolenza non tramontino oggi. Essi contraddistinguono il nostro percorso universitario e sono gli unici strumenti di un autentico cambiamento sociale. Se Scienze per la Pace scomparisse verrebbe meno quell’idea di pace che ormai da sola cerca di farsi strada in mezzo ad altre: parliamo di una lotta a difesa delle istituzioni democratiche nel nostro paese e nel mondo esclusivamente senz’armi. Questo tipo di studi non può non essere compreso e non avere pari dignità all’interno del sistema universitario italiano. L’Università italiana ha bisogno di un percorso completo che crei una nuova grammatica ed etica della politica e dell’agire sociale.

Inseriti in un contesto italiano ed europeo sempre più sordo alle esigenze dei popoli al di là del Mediterraneo, in cui la recente crisi finanziaria ed economica non può avere risposta se non con un alternativo modello di sviluppo, assistiamo da tempo ad una precarizzazione della cultura, che è e sempre sarà critica sociale; ad un attacco a qualsiasi voce fuori dal coro, un mondo in cui la parola “Pace” viene depauperata del proprio significato. Ma qualcuno a Pisa è riuscito, negli anni, a creare un centro di studi “fuori dal coro”, in cui gli studenti possano cimentarsi nella ricerca di un'alternativa. Oggi questo corso rischia di essere dimezzato, vanificandone sostanzialmente il progetto. I motivi sono molteplici, dai tagli economici degli ultimi governi alla mancanza di sostegno politico affinché un corso del genere esista.

I laureati in passato e coloro che si laureeranno prossimamente, saranno condannati a un’esistenza puramente testimoniale di questo percorso formativo. L’Ateneo di Pisa, così come il Comune di Pisa proclamatosi “Comune per la Pace”, si sono vantati in passato della presenza di questo fiore all’occhiello e del prestigio che Scienze per la Pace ne dava. Ora, noi studenti siamo i promotori di una difesa di questo patrimonio culturale che rischia di estinguersi. Per questo vogliamo dare concretezza a ciò che studiamo, lottando senza violenza, affinché il corso non sia chiuso né resti a metà. La completezza degli studi, data soltanto dal percorso quinquennale, è garanzia di un approccio serio e scientifico alla nostra ricerca.

Il potere ha sempre temuto le critiche. Ma se uniamo le nostre voci, se facciamo sentire che siamo in tanti e che questo corso è necessario, siamo sicuri che riusciremo ad evitare qualsiasi pericolo.
Alleghiamo il sostegno all’appello e le sottoscrizioni nazionali e internazionali raccolte.

L’Assemblea degli studenti di Scienze per la Pace.
Pisa. 25 settembre 2009



Per firmare la petizione qui