Il dolore e l’angoscia altrui riescono a cambiare la prospettiva.
Faccio parte di una generazione che più che tale ricorda quasi un’onirica fabbrica di disgrazie per terzi.
Contingenze evitabili e interferenze, seppur motivate da altrui turbamenti, ma inevitabili, infieriscono sulla propria rete di affetti.
Uno dovrebbe sempre scegliere tra se e chi sa non potersi difendere a vario titolo dall’onda lunga del vissuto personale.
E’ una reciprocità che non si basa sullo scambio, e nemmeno su ciò che è giusto, e che dovrebbe far pendere sempre la bilancia da quel lato in cui ritrovi persone che ti hanno dato, sempre e comunque, tanto senza chiedere nulla o quasi nulla.
Preferire se stessi, sarebbe vantaggioso, ma non ritengo che perdere la propria umanità lo sia.
Rinunciare ad un pezzo di vita, ad aspettative, desideri, e al calore che scalda il cuore, non vale quanto farne pagare il prezzo a chi ha speso una vita intera anche se involontariamente ad insegnarti quale sia la strada giusta.
